(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 Nota congiunta della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah
Bistocchi e dell’assessora regionale, Simona Meloni sulla proposta
presentata in Parlamento
(Acs) Perugia, 4 marzo 2026 – “La proposta di eliminare la figura
delle Consigliere di parità sul lavoro, presentata in Parlamento,
rappresenta un arretramento inaccettabile nella promozione dei diritti
delle donne, soprattutto in un contesto lavorativo ancora segnato da
forti disparità”. È quanto dichiarano, in una nota congiunta, la
presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi e
l’assessora regionale con delega alle Pari Opportunità, Simona
Meloni.
“In prossimità della Giornata Internazionale della Donna – rilevano
Bistocchi e Meloni – un momento dedicato alla riflessione sui
progressi e le sfide ancora presenti nella lotta per la parità di
genere, ci troviamo di fronte a una decisione capziosa e lesiva dei
diritti delle donne che rischia di compromettere seriamente gli sforzi
compiuti finora. Stupisce, al limite dello sconcerto, che tale
iniziativa sia stata intrapresa proprio da due donne, ovvero, dalla
presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e dalla ministra Eugenia
Maria Roccella”.
“Le Consigliere di parità sono un punto di riferimento fondamentale
nelle nostre comunità – proseguono – e la loro presenza sul
territorio consente di affrontare le problematiche di genere con
tempestività ed efficacia, rispondendo alle esigenze specifiche delle
donne in difficoltà. La centralizzazione delle strutture di supporto
a livello ministeriale non può sostituire il valore del contatto
diretto e della comprensione approfondita delle dinamiche locali”.
Per Sarah Bistocchi e Simona Meloni “è imperativo, oggi più che
mai, rafforzare i presidi territoriali che garantiscono alle donne
l’accesso a risorse e supporto in maniera diretta e personalizzata.
L’Italia dovrebbe seguire l’esempio delle direttive europee che
incoraggiano un impegno distribuito e capillare per favorire la
parità effettiva”.
“Pertanto – aggiungono – chiediamo con forza un ripensamento
responsabile da parte del Governo, affinché si possano mantenere e
potenziare i ruoli di garanzia rappresentati dalle Consigliere di
parità. Solo così – concludono – potremo continuare a lavorare
affinché ogni donna, indipendentemente dalla sua posizione
geografica, riceva il supporto necessario per affrontare le sfide
quotidiane e contribuire, in maniera equa, alla crescita del nostro
Paese”. Pv/Ao/Red
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82144
————– parte successiva ————–
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