(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - Il United States Central Command (CENTCOM) ha dichiarato lunedì che la presenza navale dell’Iran nel Golfo di Oman è stata ridotta a “zero”, annunciando la distruzione di tutte le navi da guerra iraniane che operavano nell’area all’inizio dell’operazione Epic Fury.
In un messaggio pubblicato su X nel terzo giorno di operazioni, il comando statunitense ha affermato: “Due giorni fa, il regime iraniano aveva 11 navi nel Golfo di Oman, oggi ne ha ZERO”. Il CENTCOM ha accusato Teheran di aver molestato e attaccato per decenni il traffico marittimo internazionale nella regione, aggiungendo che “quei giorni sono finiti” e ribadendo l’impegno delle forze armate statunitensi a difendere la libertà di navigazione.
Secondo quanto riferito, tutte le unità militari iraniane di stanza nel Golfo all’inizio dell’operazione sarebbero state affondate, comprese navi da combattimento di superficie e unità di supporto utilizzate per operazioni con droni e missili. La dichiarazione è stata accompagnata dalla diffusione di filmati che mostrerebbero attacchi di precisione contro navi attraccate e infrastrutture navali costiere.
L’annuncio arriva mentre il presidente Donald Trump ha indicato lo smantellamento delle capacità navali iraniane come uno degli obiettivi centrali della campagna, sostenendo che le forze statunitensi stanno “annientando la loro marina” e colpendo le capacità missilistiche iraniane con continuità.
Il Golfo di Oman collega il Mar Arabico allo Stretto di Hormuz, corridoio attraverso il quale transita circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali, conferendo agli sviluppi un’importanza strategica ed economica immediata.
La campagna navale si inserisce in un’offensiva più ampia. In una scheda informativa, il CENTCOM ha dichiarato che nelle prime 48 ore dell’operazione Epic Fury sono stati colpiti oltre 1.250 obiettivi, tra cui quartier generali e centri di comando del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), siti di produzione e lancio di missili balistici, sistemi antinave, difese aeree e infrastrutture di comunicazione.
L’operazione, avviata nel fine settimana con attacchi coordinati tra Stati Uniti e Israele, avrebbe incluso l’impiego di bombardieri stealth B-2, caccia F-35, droni MQ-9 Reaper e piattaforme navali d’attacco operanti in più teatri. Secondo fonti militari israeliane, l’assalto iniziale avrebbe preso di mira alti dirigenti e centri di comando iraniani in un’azione definita di “decapitazione”.
Il maggiore generale Shlomi Binder, capo della direzione dell’intelligence israeliana, ha dichiarato che oltre 40 figure di alto livello sarebbero state eliminate in un attacco coordinato durato pochi secondi, sottolineando la precisione dell’operazione.
Il presidente Trump ha affermato che la fase attuale rappresenta solo l’inizio di un’offensiva destinata a intensificarsi, mentre i funzionari statunitensi indicano che, nonostante il raggiungimento dell’obiettivo marittimo dichiarato, la campagna complessiva è ancora in corso.



