(AGENPARL) - Roma, 2 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Mon 02 March 2026 UFFICIO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
Dante e Giotto. Itinerari danteschi
Visita guidata a cura di Elena Gerini al Museo Lia
Sabato 7 marzo ore 11.00
La Spezia, 2 marzo 2026 – In occasione di “Dante e Giotto. Itinerari danteschi alla Biblioteca Mazzini e al Museo Lia”, un percorso promosso dai Servizi Culturali con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza una riflessione più ampia e articolata sul contesto storico, culturale e figurativo dell’età dantesca, è prevista sabato 7 marzo ore 11.00 una visita guidata al Museo Civico “Amedeo Lia” a cura di Elena Gerini.
Il percorso proposto dal Museo Civico “Amedeo Lia” coinvolge i capolavori figurativi della Collezione Civica, offrendo un confronto visivo diretto con il contesto storico in cui Dante visse e operò. Il significativo nucleo di dipinti a fondo oro, databili agli anni della vicenda biografica dantesca, si apre con il Compianto di Lippo di Benivieni, realizzato a Firenze allo scadere del XIII secolo, in anticipo rispetto alla rivoluzione giottesca.
Cennino Cennini, nel suo Libro dell’Arte (fine XIV secolo), scrive di Giotto: “Rimutò l’arte di dipingere di greco in latino, e ridusse al moderno”. Un’affermazione che sottolinea il ruolo fondativo di Giotto nella cultura figurativa occidentale. Il progressivo superamento della maniera bizantina e il recupero della tradizione occidentale segnano l’affermarsi di un linguaggio nuovo, “moderno”, capace di parlare a un pubblico più ampio.
È lo stesso passaggio che, in ambito letterario, compie Dante scegliendo il volgare come lingua universale della Commedia. Il percorso museale – attraverso tavole, miniature e oggetti d’arte – restituisce così la temperie culturale dell’età di Dante e Giotto, mettendo in luce le profonde affinità tra rivoluzione linguistica e rinnovamento figurativo.
Tra le opere esposte spicca la piccola ancona devozionale, probabilmente ricomposta nel XVIII secolo utilizzando preziose tessere vitree della prima metà del Trecento. Le cinque lastre di vetro dorato e graffito, attribuite a un artista tedesco attivo in Umbria e nel cantiere della Basilica di Assisi, noto come Fra Teutonico, provengono dal Tesoro di San Fortunato di Todi. In origine facevano parte di un dittico reliquiario citato in un inventario del 1327, testimonianza preziosa della devozione e della cultura figurativa del tempo.
Un itinerario diffuso che, tra Archivio di Stato, Biblioteca Mazzini e Museo Lia, invita cittadini e visitatori a riscoprire Dante non solo come autore, ma come protagonista di una stagione culturale che ha trasformato profondamente il modo di scrivere, dipingere e rappresentare il mondo.
Info Museo Civico “Amedeo Lia”
www.facebook.com/museoamedeolia; Ig @museoamedeolia
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