(AGENPARL) - Roma, 1 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Sun 01 March 2026 *Rinnovabili: crollano le nuove richieste di autorizzazione nel 2025. Il
Gruppo Cestari lancia l’allarme e propone un piano per il Sud *
Il 2025 segna una brusca inversione di tendenza nello sviluppo delle
energie rinnovabili in Italia. Dopo anni di crescita costante, sono
drasticamente diminuite le nuove richieste di autorizzazione per impianti
fotovoltaici ed eolici.
Secondo i dati dell’Osservatorio REgions2030, a cura di Elemens e Public
Affairs Advisors, nel 2025 le nuove istanze per il fotovoltaico si sono
fermate a 12 GW rispetto ai 32 GW del 2024 (-63%), mentre per l’eolico le
richieste sono scese a 9 GW rispetto ai 19 GW dell’anno precedente, più che
dimezzate.
Un dato che segna una frenata significativa in un settore che dal 2020
aveva registrato oltre 200 GW di richieste di autorizzazione, una cifra
superiore di quattro volte ai circa 50 GW necessari per raggiungere gli
obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che
prevede 131 GW installati al 2030. Al 31 gennaio 2025, secondo Terna, la
potenza operativa nazionale è pari a 84 GW (44 GW fotovoltaico e 14 GW
eolico).
*Un mercato che cambia fase*
La concentrazione dei progetti negli ultimi anni ha riguardato in
particolare le regioni del Sud – Sicilia e Puglia in testa – grazie alla
combinazione di elevata disponibilità solare e prezzi dell’energia tra i
più alti in Europa.
Secondo gli analisti dell’Osservatorio, il rallentamento del 2025 è legato
a un cambiamento strutturale del mercato: si passa dalla fase dello
sviluppo autorizzativo a quella della messa a terra degli investimenti, con
focus su finanziamento, costruzione e creazione di portafogli energetici
stabili.
A incidere, nel caso del fotovoltaico, anche le modifiche normative
introdotte a fine 2024 con il nuovo Testo Unico sulle rinnovabili, che ha
trasferito gran parte delle competenze autorizzative dallo Stato alle
Regioni, generando una fase di assestamento amministrativo.
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*La risposta del Gruppo Cestari: investire nel Sud, *
Di fronte a questo scenario, il *Gruppo Cestari*, con base operativa a
Moliterno e attivo nella produzione elettrica da fonti rinnovabili in
Italia e all’estero, raccoglie l’allarme ma rilancia con una strategia
concreta per il Mezzogiorno e per la Basilicata.
«Il rallentamento delle autorizzazioni non deve tradursi in uno stop alla
transizione energetica – dichiara il CEO Alfredo Carmine Cestari –. È il
momento di consolidare gli investimenti, rafforzare le filiere produttive e
creare occupazione qualificata nel Sud Italia».
*Un polo tecnologico per le rinnovabili nel Sud*
Parallelamente, il Gruppo Cestari sta lavorando alla realizzazione di un
nuovo polo tecnologico per le energie rinnovabili nel Sud Italia,
attraverso una Joint Venture con Hoymiles, leader internazionale nelle
tecnologie per l’energia pulita.
Il piano industriale – investimento superiore ai 100 milioni di euro –
prevede:
· 300 nuovi addetti per la produzione di sistemi di accumulo
energetico
· 80 operatori per wallbox e colonnine di ricarica
· 25 tecnici per inverter e tracker
· 25 tecnici per pannelli fotovoltaici
· 150 specialisti per distribuzione, manutenzione e sistemi basati
su intelligenza artificiale
In totale, circa *580 nuovi posti di lavoro*, tra profili operativi e
figure altamente specializzate.
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*Una visione industriale per il Sud*
Il progetto, attualmente in fase di interlocuzione con soggetti
istituzionali di Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, ambisce a fare
del Sud un hub produttivo e tecnologico delle rinnovabili.
«Non si tratta solo di creare occupazione – conclude Alfredo Carmine
Cestari – ma di costruire un ecosistema industriale capace di attrarre
investimenti ad alto valore tecnologico, stimolare ricerca, formare
competenze e rafforzare il tessuto produttivo meridionale. La nuova
fabbrica sarà il cuore pulsante di una rete produttiva e distributiva senza
confini, con il Sud Italia come presidio strategico per il mercato europeo».
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