(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - Il nuovo governo dei Paesi Bassi ha dichiarato di non escludere l’eventuale invio di truppe in Ucraina una volta raggiunto un accordo di pace. A dirlo è stata la ministra della Difesa Dilan Yesilgoz-Zegerius, al termine della prima riunione del nuovo esecutivo guidato dal premier Rob Jetten.
In un’intervista al quotidiano De Telegraaf, Yesilgoz-Zegerius ha spiegato di non voler escludere a priori questa possibilità, ma di ritenere necessario un esame approfondito prima di assumere qualsiasi decisione. “Questa questione richiede un’attenta valutazione”, ha affermato, sottolineando che occorre considerare il contesto concreto, il formato dell’eventuale operazione e il relativo mandato internazionale.
Priorità attuali: sostegno a Kiev e sicurezza nazionale
Secondo la ministra, al momento la priorità dell’Aia resta il sostegno militare all’Ucraina e la tutela della sicurezza nazionale olandese. L’ipotesi di un dispiegamento di truppe verrebbe presa in considerazione solo nell’ambito di un quadro giuridico e politico chiaro, successivo a un cessate il fuoco o a un accordo formale tra le parti.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito europeo sul possibile ruolo dei Paesi dell’Unione Europea e della NATO in una fase post-bellica.
La “Coalizione dei Volenterosi”
Nell’aprile 2025, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE Kaja Kallas aveva dichiarato che diversi Stati membri stavano valutando, nel formato della cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”, l’invio di contingenti in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco. Le opzioni includerebbero missioni di monitoraggio, mantenimento della pace, deterrenza o supporto al rafforzamento delle forze armate ucraine.
Anche il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che Londra e Parigi stanno discutendo la creazione di una forza di peacekeeping compresa tra 10.000 e 30.000 uomini.
La posizione di Mosca
Dal canto suo, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha criticato duramente le iniziative della Coalizione dei Volenterosi, sostenendo che tali mosse rischiano di ostacolare gli sforzi diplomatici per la risoluzione del conflitto. In precedenti dichiarazioni, Lavrov ha affermato che per Mosca sarebbe inaccettabile qualsiasi forma di garanzia di sicurezza per l’Ucraina basata su un intervento militare straniero.
Un dibattito aperto in Europa
L’apertura prudente del governo olandese riflette le divisioni e le cautele presenti in Europa. Se da un lato cresce il dibattito su un maggiore coinvolgimento europeo nella sicurezza del continente, dall’altro restano interrogativi cruciali sul mandato legale, sulla catena di comando e sulle possibili reazioni della Russia.
Per ora, l’Aia mantiene una posizione attendista: nessuna decisione definitiva, ma nessuna esclusione preventiva. Un segnale che il tema del ruolo europeo nella sicurezza dell’Ucraina continuerà a dominare l’agenda politica nei mesi a venire.