(AGENPARL) - Roma, 26 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 26 February 2026 CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA
COMUNICATO STAMPA 26 FEBBRAIO 2026
DEMOGRAFIA ARTIGIANA – Sardegna al terzo posto in Italia per crescita
del settore. Anche nel 2025 il comparto chiude con il segno positivo.
Nell’ultimo quinquennio slancio delle imprese edili, digitali, dei
trasporti e del benessere. Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato
Sardegna): “Le politiche regionali di crescita hanno dato i loro
frutti: giusto continuare a ragionare in questi termini e lavorare per
far calare le imprese che chiudono”.
Si è chiuso con il segno “più” il 2025 delle imprese artigiane della
Sardegna; l’Isola, con questo risultato, si attesta al terzo posto
nazionale per crescita, dopo il Trentino e il Friuli, dato che
conferma come 1 attività sarda su 5 sia artigiana.
Lo dice l’analisi sulla “Demografia delle imprese artigiane sarde del
2025” realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, che ha esaminato i numeri Movimprese-UnionCamere
sull’andamento del comparto nell’Isola.
Con quasi 34mila imprese attive, l’anno appena concluso vede il
bilancio natalità-mortalità delle micro, piccole e medie aziende
regionali segnare un +0,55% dato dalle 2.049 aperture contro le 1.862
chiusure, per un saldo assoluto positivo di 187 attività. L’analisi
del 2024 registrava una crescita dello 0,10%.
“I dati del 2025 confermano come l’artigianato sardo regga e continui
a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo – commenta Giacomo
Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna – in un panorama
nazionale di imprese che continuano a diminuire e in una fase
economica complessa, dimostriamo come nell’Isola si possa fare buona
impresa e contribuendo in maniera significativa alla crescita del
PIL”. “Allo stesso tempo, il numero sempre consistente di aperture e
chiusure – aggiunge Meloni – ci dice come ancora troppe imprese
fatichino a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del
ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa”.
“Inoltre, le politiche adottate negli ultimi anni, come la Legge 949
per l’artigianato, che ha generato un significativo effetto
moltiplicatore sugli investimenti del settore e sull’intera economia
sarda – sottolinea il Presidente – hanno avuto un ruolo decisivo. Per
questo è opportuno proseguire su questa strada, con l’obiettivo di
ampliare e rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese
artigiane, così da aiutarle ad affrontare le fasi più delicate e
costruire prospettive di sviluppo stabile”.
Lo sguardo alle province dice come su Cagliari, con 12.433
microimprese artigiane registrate, abbiano aperto in 695 e chiuso in
722, con un saldo negativo di -27 e un tasso di decrescita di -0,21%
rispetto al 2024. A Nuoro si è registrata una crescita di 52 imprese,
dovuta a 369 nuove iscrizioni e 317 cancellazioni che hanno portato il
totale a 6.797 aziende e un incremento dello 0,77%. Nella provincia di
Oristano: su un totale di 2.358 attività, si sono registrate 150
iscrizioni e 124 cancellazioni, con un relativo saldo positivo di +26
e un tasso di crescita dell’1,11%. Molto bene il Nord Sardegna
(Sassari-Gallura) con 12.270 imprese artigiane registrate, frutto di
835 nuove attività e 699 cancellazioni, che danno un saldo di +136 e
una crescita del +1,12%.
A livello territoriale, considerando il valore del tasso di crescita
dell’artigianato nel 2025, la Sardegna esprime risultati di
particolare rilievo: Sassari-Gallura e Oristano rientrano infatti tra
le prime dieci province italiane, collocandosi rispettivamente al 4° e
al 5° posto.
“Al di là dei numeri, in ogni caso riteniamo fondamentale non lasciare
soli i nostri artigiani che quotidianamente affrontano importanti
sfide per le loro attività – rimarca il Presidente – l’obiettivo è
quindi quello di consentire sia alle imprese che aprono, sia a quelle
che resistono, di poter stare sul mercato, creare reddito e di poter
competere con il resto del mondo. Gli incentivi per le imprese e i
processi di crescita e stabilizzazione, per i quali la nostra
Associazione ha lavorato con la Regione, rappresentano punti fermi dai
quali continuare a lavorare e sui quali bisogna puntare con sempre
maggior forza”.
L’analisi regionale sulla Demografia d’impresa dice come il sistema
imprenditoriale sardo abbia chiuso il 2025 con un segnale di vitalità,
registrando un saldo positivo di +1.521 unità per il totale imprese e,
come detto, di +187 unità per l’artigianato. Tale andamento si è
tradotto in una crescita dello stock pari al +0,92%, valore superiore
a quello del 2024 (+0,24%). Nelle classifiche nazionali per valore del
tasso di sviluppo registrato nel 2025, la Sardegna si colloca al 7°
posto per il totale imprese e, come detto, al 3° posto per
l’artigianato. In entrambi i casi, il segno positivo del saldo, e
conseguentemente del tasso di crescita, è riconducibile alla
significativa contrazione a doppia cifra delle cessazioni di attività
esistenti, segnale concreto della capacità di tenuta e di resilienza
del sistema produttivo dell’Isola.
Alla fine del 2025, lo stock complessivo delle imprese registrate in
Sardegna si attesta a 166.197 unità, delle quali 1 su 5 è artigiana
(33.858 unità).
L’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna ha anche analizzato i
settori driver dell’artigianato sardo 2019-2024.
L’accompagnamento della doppia transizione, digitale e green, in corso
nell’economia dell’Isola è svolto da segmenti dell’artigianato che
presentano un marcato dinamismo, in controtendenza rispetto al
processo di selezione delle imprese in essere determinato da fenomeni
di mercato e demografici.
L’analisi dei dati per settori, sempre nel quinquennio, evidenzia come
tale dinamica positiva si concentri in alcune categorie strategiche.
Tra queste vi è l’abitare sostenibile nel quale rientrano il settore
dei lavori di costruzione specializzati che registrano un aumento di
451 unità (+6%) e le attività di servizi per edifici e paesaggio, in
crescita di 113 unità (+9,5%). Segue il benessere in cui si collocano
le Altre attività di servizi per la persona, che segnano un incremento
di 402 unità (+2,1%); e quello del trasporto con una crescita
significativa del trasporto marittimo e per vie d’acqua (+68 imprese,
pari al +121,4%) e del magazzinaggio e attività di supporto ai
trasporti (+23 imprese, pari al +21,1%). Infine, il digitale che
comprende settori quali la riparazione, manutenzione e installazione
di macchine ed apparecchiature, la produzione di software, consulenza
informatica e attività connesse e le Attività dei servizi
d’informazione e altri servizi informatici.
“In un contesto caratterizzato da una fase selettiva del tessuto
produttivo – riprende Meloni – risulta rilevante non solo individuare
i settori in crescita, ma anche comprendere in quali ambiti le imprese
resistono e si consolidano, e attraverso quali modalità evolvono per
rimanere competitive sul mercato”.
In tal senso, nel quinquennio 2019–2024 si osserva un rafforzamento
dell’artigianato più strutturato L’analisi della dinamica per forma
giuridica evidenzia infatti che le società di capitali artigiane
rappresentano l’unica tipologia di impresa a registrare un incremento
del numero di imprese sull’Isola. Si tratta di imprese caratterizzate
da una dimensione media pari a 5,8 addetti per impresa superiore alla
media complessiva dell’artigianato, che si attesta a 2,4 addetti per
impresa.
Confartigianato Sardegna, in conclusione, ricorda anche come i numeri
continuino a dimostrare come le piccole e micro imprese, soprattutto
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