(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 25 February 2026 CARTA DI ASSISI
Università,
ponti
di Pace
PREAMBOLO
Assisi è, da secoli, una città che parla di pace al mondo.
Da Assisi viene Francesco, di cui si celebra quest’anno l’ottavo centenario:
una figura che ha consegnato alla storia un umanesimo della pace fondato
sulla fraternità, sulla custodia del creato, sulla riconciliazione tra gli esseri
umani e tra l’umanità e la terra che la ospita. Un umanesimo incarnato, capace di tenere insieme differenze, fragilità e tensioni senza cancellarle, e di
ispirare una riflessione profonda sui diritti umani, sull’incontro tra le persone, sul rispetto dell’ambiente e sulla pace.
In quella stessa stagione storica prende forma l’università come universitas:
comunità di persone e di saperi, spazio universale di relazione, capace fin
dall’origine di attraversare confini politici, geografici, culturali e religiosi. In
questo orizzonte nasce anche l’Università degli Studi di Perugia (1308), parte
viva di quella tradizione universale del sapere.
La terra umbra ha continuato a parlare di pace anche nel Novecento: Aldo
Capitini ha indicato una via nonviolenta fondata su educazione, partecipazione e responsabilità personale e collettiva.
CARTA DI ASSISI _ IT
Per questo, ad Assisi, l’Università degli Studi di Perugia, insieme agli Atenei e
alle istituzioni accademiche qui riunite, sottoscrive i seguenti princìpi, assumendo una responsabilità storica e pubblica.
Princìpi fondanti
1. L’università come spazio universale di relazione
L’università nasce come universitas: una comunità aperta di studentesse
e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori e di tutto il personale (tecnici, amministrativi, bibliotecari, cel) che rende possibile la vita dell’Ateneo,
unita dall’amore per la conoscenza e dal metodo del confronto libero, democratico e pacifico.
La sua vocazione originaria non è la contrapposizione, ma la relazione;
Non la chiusura identitaria, ma l’apertura;
Non la separazione, ma l’incontro.
Per questo, l’università è chiamata a essere il luogo in cui le differenze
non vengono negate o annullate, ma abitate, comprese e trasformate in
dialogo.
2. La pace come processo, non come slogan
La pace non è un evento improvviso né il risultato di una vittoria.
È un processo lungo, paziente, formativo.
Le università operano per loro natura nel tempo lungo: educano, formano,
accompagnano, costruiscono pensiero critico e responsabilità.
In questo senso, la pace non è un’aggiunta esterna alla missione universitaria, ma ne è una dimensione costitutiva imprescindibile.
3. Conoscenza, responsabilità e giustizia
La conoscenza non è neutra.
Ogni sapere produce effetti sul mondo, sulle persone, sulle comunità e
pertanto richiede senso di responsabilità.
CARTA DI ASSISI _ IT
Le università si impegnano a:
• orientare ricerca e didattica al bene comune;
• promuovere un uso responsabile delle tecnologie;
• affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo – ambientali, sociali,
digitali – con consapevolezza etica.
La pace è inseparabile dalla giustizia e dall’equità, dalla sostenibilità e
dalla cura dell’ambiente che ci accoglie e che abbiamo il dovere di preservare per le generazioni future.
4. Università, città e territori: alleanze per la pace
Le università non sono isole.
Vivono nelle città, nei territori, nelle comunità.
Essere ponti di pace significa anche:
• costruire alleanze tra istituzioni;
• dialogare con le realtà sociali, culturali, civili e produttive;
• contribuire allo sviluppo umano e sostenibile dei territori.
La pace cresce dove si intessono relazioni di fiducia e corresponsabilità.
5. La pace come via lunga
La pace non è un punto d’arrivo, ma un cammino: si costruisce giorno
dopo giorno, generazione dopo generazione. È una via lunga che richiede
pazienza, costanza e visione.
Le università sono chiamate a percorrerla con una responsabilità particolare: educare al pensiero critico, coltivare il dialogo tra culture e saperi,
smontare pregiudizi attraverso la conoscenza. Significa riconoscere che la
complessità non si risolve con la forza, ma con l’intelligenza e l’empatia;
che il conflitto non si cancella, ma si attraversa con strumenti di ragione
e di cura.
Questa via passa attraverso aule, laboratori, biblioteche e seminari; attraverso la ricerca orientata ai problemi comuni dell’umanità; attraverso
lo scambio tra studenti di Paesi diversi; attraverso il rifiuto di ogni sapere
che diventi strumento di oppressione.
La pace duratura si costruisce formando coscienze libere e menti aperte, capaci di riconoscere nell’altro non un nemico, ma un interlocutore. È
un lavoro di attenzione, ascolto e responsabilità: non è immediata, non è
semplificabile, non è riducibile a slogan.
6. Spiritualità, valori e salvaguardia dell’umano
CARTA DI ASSISI _ IT
In modo laico e accogliente, questa Carta riconosce che la pace si declina
anche a partire da una riflessione profonda sui valori spirituali che attraversano le culture.
Le università accolgono il dialogo tra le differenti spiritualità, con l’obiettivo di salvaguardare l’umano, che si completa nel:
• custodire la dignità di ogni persona;
• riconoscere il valore delle relazioni;
• mantenere un approccio etico in tempi di grandi trasformazioni, incluse
quelle legate all’intelligenza artificiale.
7. Università come ponti di pace nel mondo
In un mondo attraversato da conflitti, polarizzazioni e nuove forme di divisione, le università riaffermano il loro ruolo di:
• spazi di dialogo;
• luoghi di incontro tra le differenze;
• laboratori di futuro condiviso.
La dialettica ha senso solo se abitata dentro una universalità relazionale,
che riconosce pienamente l’altro.
Le università scelgono di essere ponti, non muri.
CONCLUSIONE
Questa Carta non è un punto di arrivo, ma un impegno,
sottoscritto e condiviso.
Gli atenei si impegnano a educare alla Pace, praticare la Pace e costruire
relazioni di Pace attraverso azioni come l’istituzione di Corsi di Laurea sui
temi della Pace, l’istituzione di cattedre o insegnamenti sui temi della Pace,
la costituzione di gruppi di lavoro per la valutazione degli accordi tra e con
università in contesti di conflitto, la costituzione di Centri di Studio sulla
Pace, lo sviluppo di reti internazionali sui temi della Pace o ogni altra azione
con le medesime finalità generali.
Azioni possibili
CARTA DI ASSISI _ IT
• Istituire Corsi di Laurea sui temi della Pace;
La pace richiede competenze specifiche e interdisciplinari, capaci di comprendere le radici dei conflitti e di immaginare percorsi di riconciliazione.
Servono professionisti della mediazione, esperti di cooperazione internazionale, costruttori di dialogo.
• Istituire cattedre o insegnamenti sui temi della Pace;
Integrando questa dimensione in tutti i percorsi formativi, in quanto la cultura della pace non può essere una specializzazione marginale: deve attraversare le discipline, poiché ogni sapere può e deve essere orientato alla
costruzione di ponti di pace.
• Istituire Gruppi di lavoro per la valutazione degli accordi
tra e con università in contesti di conflitto;
Assumendo la responsabilità etica delle proprie collaborazioni, le università
si impegnano a valutare ogni partenariato, ogni scambio, ogni finanziamento le cui implicazioni morali e politiche devono essere valutate con rigore e
trasparenza.
• Costituire Centri di Studio sulla Pace;
Luoghi permanenti di ricerca, documentazione e riflessione. Centri che possano diventare punti di riferimento per studiosi, decisori politici, società
civile; laboratori dove elaborare analisi, proporre soluzioni, custodire la memoria dei conflitti e delle loro risoluzioni.
• Sviluppare reti internazionali sui temi della Pace.
La pace è per definizione un bene comune globale. Le università devono
tessere alleanze che vadano al di là dei confini politici, creare comunità di
ricerca e di pratica che superino le divisioni nazionali, costruendo ponti là
dove altri innalzano muri.
Assisi, 25 febbraio 2026
CHARTER OF ASSISI
Universities,
bridges
of Peace
PREAMBLE
Assisi has, for centuries, been a city that speaks of peace to the world.
From Assisi came Francis, whose eighth centenary is celebrated this year: a
figure who bequeathed to history a humanism of peace grounded in fraternity, care for creation, and reconciliation among human beings and between
humanity and the earth that sustains it. An incarnate humanism, capable of
holding together differences, fragilities, and tensions without erasing them,
and of inspiring deep reflection on human rights, on encounter between people, on respect for the environment, and on peace.
In that same historical season, the university took shape as universitas: a
community of persons and knowledge, a universal space of relationship, capable from its very origins of crossing political, geographical, cultural, and
religious boundaries. In this horizon the University of Perugia (1308) was also
born, a living part of that universal tradition of learning.
The Umbrian land continued to speak of peace even in the twentieth century: Aldo Capitini pointed to a nonviolent path grounded in education, participation, and personal and collective responsibility.
CHARTER OF ASSISI _ EN
For this reason, in Assisi, the University of Perugia, together with the universities and academic institutions gathered here, subscribes to the following
principles, taking on a historical and public responsibility.
Founding Principles
1. The University as a Universal Space of Relationship
The university was born as universitas: an open community of students,
faculty, researchers, and all staff (technicians, administrators, librarians,
language experts) who make university life possible, united by a love of
knowledge and by the method of free, democratic, and peaceful dialogue.
Its original vocation is not confrontation, but relationship;
Not identity-based closure, but openness;
Not separation, but encounter.
For this reason, the university is called to be the place where differences
are not denied or erased, but inhabited, understood, and transformed into
dialogue.
2. Peace as a Process, Not a Slogan
Peace is not a sudden event nor the result of a victory.
It is a long, patient, formative process.
Universities operate by their nature in the long term: they educate, train,
accompany, and build critical thinking and responsibility.
In this sense, peace is not an external addition to the university mission,
but an indispensable constitutive dimension of it.
3. Knowledge, Responsibility, and Justice
Knowledge is not neutral.
Every form of knowledge produces effects on the world, on people, on
communities, and therefore requires a sense of responsibility.
CHARTER OF ASSISI _ EN
Universities commit to:
• orienting research and teaching toward the common good;
• promoting a responsible use of technologies;
• addressing the great transformations of our time – environmental, social,
digital – with ethical awareness.
Peace is inseparable from justice and equity, from sustainability and care
for the environment that sustains us and that we have a duty to preserve
for future generations.
4. Universities, Cities, and Territories: Alliances for Peace
Universities are not islands.
They live in cities, in territories, in communities.
Being bridges of peace also means:
• building alliances between institutions;
• engaging in dialogue with social, cultural, civic, and productive realities;
• contributing to the human and sustainable development of territories.
Peace grows where relationships of trust and co-responsibility are woven.
5. Peace as a Long Path
Peace is not a destination but a journey: it is built day after day, generation
after generation. It is a long path that requires patience, perseverance,
and vision.
Universities are called to walk this path with particular responsibility:
to educate in critical thinking, to cultivate dialogue among cultures and
forms of knowledge, to dismantle prejudices through knowledge. It means
recognizing that complexity cannot be resolved by force, but by intelligence and empathy; that conflict is not cancelled but traversed with tools of
reason and care.
This path runs through classrooms, laboratories, libraries, and seminars;
through research oriented toward the common problems of humanity;
through the exchange among students from different countries; through
the rejection of any knowledge that becomes an instrument of oppression.
Lasting peace is built by forming free consciences and open minds, capable of recognizing in the other not an enemy, but an interlocutor. It is
a work of attention, listening, and responsibility: it is not immediate, not
simplifiable, not reducible to slogans.
6. Spirituality, Values, and Safeguarding the Human
CHARTER OF ASSISI _ EN
In a secular and welcoming manner, this Charter recognizes that peace
also unfolds from deep reflection on the spiritual values that permeate
cultures.
Universities welcome dialogue among different spiritualities, with the aim
of safeguarding the human, which finds completion in:
• safeguarding the dignity of every person;
• recognizing the value of relationships;
• maintaining an ethical approach in times of great transformations, including those related to artificial intelligence.
7. Universities as Bridges of Peace in the World
In a world marked by conflicts, polarizations, and new forms of division,
universities reaffirm their role as:
• spaces of dialogue;
• places of encounter among differences;
• laboratories of a shared future.
Dialectic has meaning only when inhabited within a relational universality
that fully recognizes the other.
Universities choose to be bridges, not walls.
CONCLUSION
This Charter is not a destination, but a commitment,
subscribed and shared.
Universities commit to educating for Peace, practicing Peace, and building
relationships of Peace through actions such as the establishment of Degree
Programmes on the themes of Peace, the establishment of chairs or courses
on the themes of Peace, the creation of working groups for the evaluation of
agreements between and with universities in conflict contexts, the creation
of Peace Study Centres, the development of international networks on the
themes of Peace, or any other action with the same general aims.
Possible Actions
CHARTER OF ASSISI _ EN
• Establishing Degree Programmes on the themes of Peace;
Peace requires specific and interdisciplinary competences, capable of understanding the roots of conflicts and imagining paths of reconciliation. Professionals of mediation, experts in international cooperation, and builders of
dialogue are needed.
• Establishing chairs or courses on the themes of Peace;
Integrating this dimension into all educational programmes, since a culture
of peace cannot be a marginal specialization: it must permeate the disciplines, as every field of knowledge can and must be oriented toward building
bridges of peace.
• Establishing Working Groups for the evaluation of agreements between
and with universities in conflict contexts;
Taking ethical responsibility for their collaborations, universities commit to
evaluating every partnership, every exchange, every funding arrangement
whose moral and political implications must be assessed with rigor and
transparency.
• Establishing Peace Study Centres;
Permanent sites of research, documentation, and reflection. Centres that
can become points of reference for scholars, policy-makers, and civil society; laboratories where analyses are developed, solutions proposed, and the
memory of conflicts and their resolutions preserved.
• Developing international networks on the themes of Peace.
Peace is by definition a global common good. Universities must weave alliances that go beyond political borders, create communities of research
and practice that transcend national divisions, building bridges where others
erect walls.
Assisi, 25 February 2026
Université Catholique de Lyon (Founded in 1875)
Pr. Grégory Woimbée
Universidad de Guadalajara (Founded in 1792)
Prof.ssa Karla Planter Pérez
Agricultural University of Tirana (Founded in 1951)
Prof.ssa Erinda Lika e Prof.ssa Koto Romina
Université Clermont Auvergne (Founded in 1519)
Prof.ssa Marie-Elisabeth Baudoin
Università degli Studi di Siena (Fondata nel 1240)
Prof. Gianluca Navone
Università degli Studi di Macerata (Fondata nel 1290)
Prof. John Francis McCourt
Sapienza Università di Roma (Fondata nel 1303)
Prof. Fabio Sciarrino
Università degli Studi di Perugia (Fondata nel 1308)
Prof. Massimiliano Marianelli
Università degli Studi di Firenze (Fondata nel 1321)
Prof.ssa Maria Paola Monaco
Università degli Studi di Camerino (Fondata nel 1336)
Prof. Graziano Leoni
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo (Fondata nel 1506)
Prof. Giorgio Calcagnini
Università degli Studi dell’Aquila (Fondata nel 1596)
Prof. Fabio Graziosi
Università per Stranieri di Perugia (Fondata nel 1925)
Prof. Valerio De Cesaris
Università del Salento (Fondata nel 1955)
Prof. Salvatore Rizzello
Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti Pescara (Fondata nel 1965)
Prof. Liborio Stuppia
Università Politecnica delle Marche (Fondata nel 1969)
Prof. Enrico Quagliarini
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