(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026(AGENPARL) – Wed 25 February 2026 COMUNICATO STAMPA
** Cinquant’anni, l’età della saggezza che nessuno racconta tra libertà e nuove scelte (e 4 domande)
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Una fase spesso poco narrata, ma segnata da maggiore lucidità e selettività. Alessandra Bitelli invita a rileggere la maturità come tempo di discernimento e propone quattro domande per orientarsi tra ciò che pesa e ciò che nutre davvero
Milano, 25 febbraio 2026 – Con il passare dei cinquant’anni qualcosa si assesta. Le urgenze si ridimensionano, le aspettative esterne perdono centralità e il giudizio su di sé si fa meno severo.
Non è una cesura, ma un equilibrio che si costruisce nel tempo. Eppure questa stagione continua a essere poco raccontata, proprio quando diventa più evidente la capacità di distinguere ciò che pesa da ciò che nutre.
“Intorno ai 50 anni accade qualcosa di molto concreto in cui si attenua il rumore di fondo. Le aspettative esterne pesano meno, i modelli da imitare smettono di essere centrali e diventa più chiaro ciò che nutre davvero. Non è una fase di rassegnazione – spiega Alessandra Bitelli, coach e autrice de “Il primo romanzo utile del coaching (https://dileandro.com/prodotto/il-primo-romanzo-utile-del-coaching-di-alessandra-bitelli/) ” – ma di selezione. Il criterio non è più piacere o dimostrare, ma riconoscere cosa vogliamo tenere e cosa lasciare andare”.
IL POTERE DEL DISCERNIMENTO
A vent’anni si sceglie spesso per compiacere. A trenta per dovere. Intorno ai cinquanta si inizia a scegliere per sé stessi.
“Il discernimento è una competenza che non si improvvisa nasce da errori, delusioni, prove superate e cadute. È la capacità di distinguere ciò che è urgente da ciò che è importante, chi ci prosciuga da chi ci restituisce energia – continua Bitelli – le aspettative altrui dai nostri desideri autentici. Questo potere non arriva per caso: è il frutto dell’esperienza. E quando si consolida, cambia radicalmente il modo di prendere decisioni”.
NON È TROPPO TARDI, È IL MOMENTO DEL RISCATTO
L’idea che “sia troppo tardi” è spesso un costrutto culturale più che una realtà concreta.
“Molte donne a cinquant’anni si sentono finalmente autorizzate a fare scelte rimandate per decenni. Cambiare lavoro, lasciare relazioni che non fanno più bene, imparare qualcosa di nuovo, riprendere passioni sospese. Non si tratta di cancellare il passato – aggiunge Bitelli – ma di riconoscere che ogni fase precedente ha preparato questo momento. Ci sono donne che hanno scritto il loro primo romanzo dopo i cinquanta, che hanno aperto l’attività che sognavano da sempre, che hanno lasciato matrimoni asfittici per ritrovare sé stesse, che hanno scoperto passioni inaspettate, che si sono innamorate di nuovo della vita, di qualcuno, di sé stesse. L’esperienza accumulata diventa capitale da investire, non peso da sopportare”.
LA LIBERTÀ ACQUISITA
Con gli anni si acquisisce una forma di libertà diversa, meno impulsiva e più consapevole.
“La libertà più evidente è quella dai giudizi. Non solo quelli degli altri, ma soprattutto quelli
interiori. Quella voce severa che per anni ha ripetuto “non sei abbastanza” perde forza. Si
impara a dire “no” – osserva Bitelli – senza sensi di colpa, a proteggere il proprio tempo e le proprie energie. E questo cambia la qualità delle relazioni e delle scelte quotidiane”.
SCEGLIERE SÉ STESSE
A cinquant’anni scegliere sé stesse non è una dichiarazione di principio, ma un atto di responsabilità verso la propria vita. È il momento in cui si rivedono relazioni, impegni, abitudini e priorità alla luce di ciò che si è diventate. Non si tratta di rompere con il passato, ma di reinterpretarlo, riconoscendo cosa ha senso continuare e cosa invece può essere lasciato andare senza rimpianti.
“Significa smettere di vivere in funzione delle aspettative e iniziare a usare l’esperienza come criterio. L’età della saggezza non elimina le fatiche, ma permette di leggerle con maggiore lucidità. Non tutto va tenuto. Non tutto va aggiustato. Il discernimento – precisa Bitelli – è la capacità di scegliere dove investire energie limitate. E questa scelta, a cinquant’anni, può finalmente essere più libera”.
LE QUATTRO DOMANDE CHE TRASFORMANO LA CONSAPEVOLEZZA IN AZIONE
La maturità diventa concreta quando si traduce in scelte. Per farlo, la coach Bitelli propone di partire da quattro domande semplici, ma impegnative.
“La saggezza non è una qualità automatica legata all’età. È la capacità di trasformare l’esperienza in criterio – conclude Bitelli – e il criterio in decisione. Quando smettiamo di chiederci cosa è giusto fare e iniziamo a chiederci cosa è giusto per noi, l’età della saggezza diventa reale”.
1. Cosa posso lasciare andare senza rimpianti? Non tutto ciò che abbiamo costruito deve essere mantenuto. Se qualcosa non genera più crescita o serenità, lasciarlo non è fallire, è fare spazio
2. Dove sto investendo energie che non mi restituiscono nulla? Le relazioni, i ruoli e gli impegni vanno osservati con onestà. Se il bilancio è costantemente in perdita, il discernimento suggerisce di ridimensionare o ridefinire
3. Quale scelta mi farebbe sentire più allineata a me stessa? Non la scelta più approvata, né la più prudente, ma quella coerente con ciò che oggi conta davvero
4. Cosa voglio iniziare a fare per me nei prossimi mesi? Anche un cambiamento piccolo, se scelto consapevolmente, può segnare una svolta
Rita Tosi
Business&PR
Giornalista, Manager della Comunicazione e Pubbliche Relazioni
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