(AGENPARL) - Roma, 23 Febbraio 2026 - L’Unione Europea non è riuscita a trovare un compromesso sul prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. A renderlo noto è stata l’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Affari esteri dell’Unione Europea.
Secondo quanto dichiarato da Kallas, i principali diplomatici europei non hanno raggiunto un accordo sulla proposta di sostegno finanziario a Kiev, evidenziando le persistenti divergenze tra gli Stati membri sulle modalità e sulle condizioni dell’intervento.
Alla domanda sull’esistenza di un “piano B”, Kallas ha spiegato che l’ipotesi iniziale — definita come “piano A” — prevedeva l’utilizzo dei beni russi congelati nell’UE. “Avevamo un piano A, che prevedeva l’utilizzo dei beni russi congelati, quindi se ora questo è il piano B, allora forse dovremmo lavorarci”, ha affermato.
La questione dell’impiego degli asset russi immobilizzati dopo l’invasione dell’Ucraina resta uno dei nodi più delicati per Bruxelles, sia dal punto di vista giuridico sia politico. Alcuni Paesi membri spingono per un loro utilizzo diretto a sostegno di Kiev, mentre altri invitano alla cautela per le possibili implicazioni legali e finanziarie.
Il mancato accordo sul prestito evidenzia le difficoltà dell’Unione nel mantenere una linea compatta sul sostegno economico all’Ucraina, in un contesto di guerra prolungata e di crescenti pressioni interne legate ai costi e alla sostenibilità degli aiuti.
