(AGENPARL) - Roma, 22 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sun 22 February 2026 EUROVISION, BARBERA (PRC): “VERIFICA PREVENTIVA SUGLI ARTISTI È FOLLIA DI
REGIME, GOVERNO MELONI SMANTELLA LA COSTITUZIONE”
“La notizia del presidio convocato da movimenti e sindacati per il 25
febbraio, sotto la sede Rai di via Asiago a Roma, scoperchia
definitivamente il vaso di Pandora di una gestione del servizio pubblico
ormai ridotto a ufficio propaganda del governo Meloni. Quanto sta accadendo
attorno agli artisti di Sanremo, sottoposti a una inaccettabile “verifica
preventiva” sulle loro intenzioni in vista della partecipazione
all’Eurovision 2026, è il segnale di una deriva autoritaria che non ha
precedenti nella storia recente della Repubblica e che punta a normalizzare
il pensiero unico attraverso il bavaglio e l’intimidazione culturale.
L’esecutivo Meloni, con una protervia che tradisce una profonda debolezza
democratica, sta trasformando la Rai in una caserma dove non è ammesso il
dissenso e dove ogni voce libera viene vista come una minaccia da
abbattere. Pretendere di sondare preventivamente le opinioni degli artisti
per garantire che non ‘disturbino’ il manovratore durante la kermesse
europea significa aggredire le fondamenta stesse della libertà di
espressione sancita dalla nostra Costituzione. Siamo di fronte a una destra
che, non sapendo rispondere ai problemi reali del Paese, preferisce
investire le proprie energie nell’occupazione militare dell’informazione e
nella persecuzione ideologica di chiunque non si pieghi ai diktat della
‘Tele-Meloni’.
È necessario denunciare con forza questo clima di restaurazione che mira a
cancellare il pluralismo e a trasformare il principale apparato culturale
del Paese in un megafono di regime. La Rai appartiene ai cittadini che
pagano il canone, non ai partiti di maggioranza che oggi la trattano come
una proprietà privata per regolare i conti con il mondo della cultura e
dello spettacolo. Questa arroganza del potere, che arriva a schedare le
intenzioni degli artisti, è un insulto all’intelligenza degli italiani e
richiede una reazione ferma e senza sconti: la democrazia non può essere
sospesa in nome del conformismo richiesto da Palazzo Chigi”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, componente della Direzione nazionale di
Rifondazione Comunista.
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