(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 20 February 2026 Nota di Giambartolomei (FdI) sulla riforma dell’edilizia
residenziale sociale approvata ieri in Assemblea legislativa
(Acs) Perugia, 20 febbraio 2026 – “Con questa legge la maggioranza
compie una scelta politica precisa: volta le spalle alle famiglie che
da anni aspettano una casa rispettando le regole”, così il
consigliere Matteo Giambartolomei (FdI), relatore di minoranza ieri in
Aula sulla riforma dell’edilizia residenziale sociale, approvata da
Pd, Avs, M5S e Ud-Pp e respinta dal centrodestra
Giambartolomei punta il dito sulla “bocciatura degli emendamenti
contro le occupazioni abusive e l’apertura agli alloggi per i
soggetti in esecuzione penale esterna. Avevamo chiesto – spiega –
una cosa di buonsenso: prima si risarcisce il danno alla collettività
e poi si accede a un beneficio pubblico. La sinistra ha detto no”.
“I numeri parlano chiaro – osserva Giambartolomei -: in Umbria ci
sono circa 4mila persone in lista d’attesa e Ater assegna appena
200-300 alloggi l’anno. Con questa riforma non si accorciano le
graduatorie e non si aumenta il numero delle case disponibili, ma si
redistribuisce una risorsa già insufficiente creando nuove corsie
preferenziali”.
La riabilitazione – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – non
è un atto burocratico. Chi ha sbagliato deve scontare la pena e
risarcire la vittima. Solo così si ricostruisce il patto sociale. In
merito alla cancellazione della decadenza dall’alloggio per chi non
garantisce l’obbligo scolastico ai figli – aggiunge Giambartolomei
– si abbassa l’asticella della responsabilità e si manda un
messaggio sbagliato proprio nei quartieri dove vivono le fragilità
più grandi”.
“Nei quartieri ERP – prosegue – abitano anziani, donne sole,
persone con disabilità e famiglie con bambini. Prima di ampliare i
beneficiari bisognerebbe recuperare gli alloggi sfitti, accelerare le
assegnazioni e investire realmente sull’edilizia pubblica. Noi –
conclude Giambartolomei – abbiamo un’idea diversa di welfare:
aiutare chi è in difficoltà senza mettere in competizione le
fragilità e senza penalizzare chi è in graduatoria da anni. La
solidarietà non può essere costruita contro le famiglie oneste”.
RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82097
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