(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026 - L’inflazione negli Stati Uniti è scesa al 2,4% a gennaio su base annua, segnando il livello più basso degli ultimi cinque anni e avvicinandosi all’obiettivo fissato dalla Federal Reserve. Il dato è in calo rispetto al 2,7% registrato a dicembre.
Anche l’inflazione “core”, che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia, ha mostrato un rallentamento: +2,5% su base annua a gennaio, rispetto al 2,6% del mese precedente. Si tratta dell’aumento più contenuto da marzo 2021.
Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% rispetto a dicembre, mentre l’indice core ha segnato un +0,3%. A frenare l’inflazione di fondo è stato soprattutto il calo dei prezzi delle auto usate, scesi dell’1,8% a gennaio rispetto al mese precedente.
I prezzi della benzina sono diminuiti del 3,2% a gennaio, terzo calo negli ultimi quattro mesi, risultando inferiori del 7,5% rispetto a un anno fa. I generi alimentari sono aumentati dello 0,2% su base mensile, dopo il +0,6% di dicembre, e risultano più alti del 2,1% rispetto allo scorso anno.
Nonostante il rallentamento, il costo complessivo della vita resta significativamente più elevato rispetto al periodo pre-pandemia: i prezzi al consumo sono ancora circa il 25% più alti rispetto a cinque anni fa.
Secondo gli analisti, alcuni aumenti di prezzo sono legati ai dazi introdotti dal presidente Donald Trump su determinati beni, tra cui mobili, utensili e ricambi auto, anche se tali effetti potrebbero attenuarsi nel corso dell’anno.
Il dato di gennaio rappresenta il livello più basso da maggio, poco prima dell’entrata in vigore di diverse tariffe, e rafforza le aspettative di un progressivo ritorno alla stabilità dei prezzi.
