(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026L’inserimento della DMO regionale nel Piano Triennale del Turismo del Lazio è una buona notizia. È una scelta giusta. Peccato che arrivi con tre anni di ritardo.
Quando, da Assessore regionale al Turismo, lavorammo alla nuova legge di settore, avevamo previsto la costituzione della Destination Management Organization regionale come strumento strategico di governance: un modello fondato sul dialogo tra pubblico e privato, capace di garantire procedure più trasparenti e veloci, di programmare interventi strutturali e progetti speciali, di restituire un’immagine unitaria della destinazione Lazio e di innalzare la qualità dell’offerta puntando su sostenibilità e inclusività come leve di sviluppo.
Non era un dettaglio normativo. Era una visione.
Una DMO regionale avrebbe dovuto lavorare su due assi fondamentali: lo sviluppo sostenibile del turismo e la capacità di costruire una vera rete tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria, superando frammentazioni e improvvisazioni.
Nel 2023, la nuova maggioranza di centrodestra a guida Fratelli d’Italia, con la prima manovra, scelse di sopprimere proprio l’articolo che istituiva la DMO. Una decisione che allora apparve chiaramente priva di visione strategica: invece di valutare il merito di uno strumento innovativo e necessario, si preferì cancellare ciò che era stato fatto prima.
Oggi, grazie all’emendamento della Consigliera regionale Eleonora Mattia – che ringrazio per aver richiamato in Aula il lavoro svolto e la sua importanza – la DMO rientra nella programmazione regionale.
Bene così. Ma non possiamo far finta che il tempo non sia passato. In questi tre anni si è fatta perdere un’occasione preziosa alle imprese del settore e ai territori. A quest’ora il Lazio avrebbe potuto avere una DMO regionale già operativa, capace di sostenere le DMO degli ambiti turistici e di affiancare concretamente i Comuni nella pianificazione e nella promozione.
Lo dico anche nel mio ruolo attuale di Assessore al Turismo del Comune di Anzio, mentre stiamo lavorando al Piano del Turismo comunale. In questo settore non si improvvisa: c’è bisogno di continuità amministrativa, strumenti solidi e scelte lungimiranti. Non di cancellazioni ideologiche seguite da ripensamenti tardivi.
Ora si acceleri davvero. Perché il turismo non si governa con le bandierine, ma con competenza, coerenza e visione. E il Lazio merita una strategia all’altezza delle sue potenzialità.
Lo dichiara Valentina Corrado, Assessore al Turismo del Comune di Anzio.