(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 12 February 2026 Comunicato Stampa
Rifiuti: nel 2024 raccolta differenziata al 77,6%.
Aumentano i volumi, ma il sistema provinciale
mantiene equilibrio e capacità di recupero
Brescia, 12 febbraio 2026
Nel 2024 la Provincia di Brescia registra un incremento della produzione complessiva di rifiuti urbani,
ma consolida la capacità di intercettare e avviare a recupero la maggior parte dei materiali prodotti.
Il Quaderno dei Rifiuti 2025 dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti evidenzia un dato centrale:
crescono le quantità complessive (+4,8%), ma migliora anche la percentuale di raccolta differenziata,
che passa dal 77,2% al 77,6%.
La produzione totale raggiunge 699.502 tonnellate, il valore più alto degli ultimi cinque anni. I rifiuti
indifferenziati ammontano a 156.576 tonnellate (+3%), con un’incidenza del 22,4% sul totale.
In termini concreti, oltre tre quarti dei rifiuti prodotti in provincia vengono raccolti separatamente e
destinati a recupero di materia.
Permangono differenze legate alla struttura territoriale: la pianura continua a mostrare le migliori
performance, con bassi quantitativi di indifferenziato pro capite e un’elevata raccolta differenziata; la
collina presenta i valori pro capite più elevati, mentre la montagna, pur con percentuali di RD più
contenute, registra quantitativi complessivi inferiori per abitante.
La percentuale di raccolta differenziata viene calcolata come rapporto tra i quantitativi raccolti in
modo separato (carta, plastica, vetro, organico, legno, RAEE e altre frazioni recuperabili) e il totale
dei rifiuti urbani prodotti.
I Comuni e l’organizzazione dei servizi
Il risultato provinciale riflette scelte gestionali dei territori.
15 Comuni con oltre 10.000 abitanti superano l’80% di raccolta differenziata.
187 Comuni superano la soglia del 65%, obiettivo minimo fissato dalla normativa regionale.
Nel 2024 si estendono ulteriormente le modalità domiciliari di raccolta. Cresce il numero dei Comuni
che adottano il porta a porta per carta e cartone, che si consolida come modalità prevalente, mentre
la raccolta di plastica e frazione umida mantiene livelli stabili.
carta e cartone in 197 Comuni;
plastica in 123 Comuni.
la raccolta dei tessili tramite contenitori stradali è attiva in 155 Comuni.
Il confronto tra sistemi tariffari conferma l’impatto della responsabilizzazione diretta:
Comuni con TARI presuntiva: 75,73% di raccolta differenziata;
Comuni con TARI puntuale: 79,79%.
Dove la tariffa è collegata ai quantitativi conferiti, la percentuale di differenziata risulta più elevata.
Le frazioni: cosa cresce e cosa rallenta
Nel triennio 2022-2024 le quote percentuali delle frazioni principali evidenziano solo oscillazioni
contenute, senza cambiamenti strutturali.
Nel 2024 aumentano le principali frazioni destinate a recupero rispetto al 2023:
Carta e cartone: 83.969 tonnellate (+3,5%);
Plastica: 41.318 tonnellate (+5,1%), con incremento pro capite dell’11,6%;
Organico: 88.639 tonnellate (+3,1%).
Il vetro (9.028 tonnellate) registra invece un calo rispetto all’anno precedente.
In calo la frazione verde che diminuisce del 12,9% rispetto al 2020 pur mantenendo un peso rilevante
sul totale del rifiuto differenziato. Anche il compostaggio domestico contribuisce al sistema: 3.219
tonnellate nel 2024, con un incremento dell’11,8%. Sono 119 i Comuni che promuovono la pratica,
attraverso regolamenti e incentivi, con 62 effettivamente conteggiati ai fini statistici.
Utenze non domestiche: flussi in crescita e nuove dinamiche
Nel 2024 aumentano i rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche, cioè aziende, negozi e uffici.
I rifiuti conferiti al servizio pubblico passano da 24.042 tonnellate nel 2023 a 34.006
tonnellate in linea con il trend regionale.
Contemporaneamente crescono in modo più marcato i rifiuti gestiti dalle utenze non
domestiche uscite dal servizio pubblico, che raggiungono 121.508 tonnellate, con un
incremento del 55% rispetto al 2023.
Le frazioni più dinamiche sono carta e cartone (+73% tra il 2022 e il 2024), legno (+166% tra il 2022
e il 2024) e multimateriale (quasi +200% rispetto al 2023).
Questi dati mostrano che le attività produttive e commerciali generano quantitativi crescenti di rifiuti
e che una parte significativa viene gestita privatamente.
L’evoluzione dei flussi modifica la distribuzione complessiva dei rifiuti e richiede un monitoraggio
costante per garantire l’efficienza del sistema provinciale e un corretto avanzamento della raccolta
differenziata.
Produzione pro-capite e obiettivi 2027
La produzione pro-capite di rifiuti varia significativamente tra i comuni, con percentuali di raccolta
differenziata che mostrano tendenze diverse.
Marmentino: 362 kg/abitante, RD 55,2%;
Montichiari: 645 kg/abitante, RD 83,8%.
La gestione dei rifiuti si muove all’interno di un quadro normativo nazionale e regionale che punta
con decisione all’economia circolare. La media provinciale del 77,6% colloca Brescia in una
posizione avanzata rispetto all’obiettivo regionale dell’83,3% di raccolta differenziata entro il 2027,
con il vincolo del 65% minimo per ciascun Comune.
«Il quadro 2024 conferma la solidità del sistema provinciale e la capacità del territorio di affrontare
dinamiche complesse con strumenti adeguati. È un risultato che nasce dal lavoro dei Comuni, dalla
collaborazione con i gestori e da un’organizzazione che nel tempo ha dimostrato di funzionare. La
gestione dei rifiuti rappresenta un indicatore concreto della qualità amministrativa di un territorio e
della sua capacità di programmare con responsabilità» dichiara il Presidente della Provincia di
Brescia, Emanuele Moraschini.
«I dati validati dall’Osservatorio Provinciale Rifiuti mostrano che, pur a fronte dell’aumento dei
quantitativi prodotti, il sistema mantiene livelli elevati di recupero. La raccolta differenziata si attesta
al 77,6%, collocando Brescia su una posizione già avanzata rispetto all’obiettivo regionale dell’83,3%
entro il 2027. Il percorso richiede continuità nelle scelte, monitoraggio costante dei flussi e piena
collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. I dati 2024 confermano che la Provincia dispone di
basi solide per proseguire con coerenza e concretezza» aggiunge Marco Togni, consigliere
provinciale delegato all’Ambiente.
Normativa di riferimento innovazioni e aggiornamenti
L’Osservatorio Provinciale Rifiuti, istituito dalla L.R. 21/93 e confermato dalla L.R. 26/2003,
raccoglie e valida i dati sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti. Supporta la pianificazione
provinciale e monitora il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello regionale e nazionale.
L’attività dell’Osservatorio è essenziale alla luce dei contenuti del Programma Regionale per la
Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGR), che attribuisce alle Province il compito di elaborare i Piani
Provinciali di Gestione dei Rifiuti relativi alla gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali.
La rilevazione annuale provinciale e il relativo Quaderno Rifiuti sono disponibili sul portale della
Provincia di Brescia. I dati dell’Osservatorio Regionale Rifiuti possono essere consultati sul sito di
ARPA Lombardia.
Il quadro normativo di riferimento è definito dal D.Lgs. 152/2006 e dal D.Lgs. 116/2020, che regolano
il sistema e introducono strumenti operativi innovativi. Tra questi vi è la possibilità per le utenze non
domestiche di gestire in modo autonomo alcune tipologie di rifiuti, in alternativa al servizio pubblico.
Tra gli strumenti previsti rientra anche la tariffazione puntuale, che collega il pagamento alla quantità
di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto e incentiva comportamenti orientati alla riduzione.
Nel 2024 il settore ha registrato ulteriori novità operative: dalla pubblicazione del Decreto Direttoriale
n. 255 per l’accreditamento degli enti al RENTRI all’applicazione della Legge n. 166, che rafforza il
recupero delle materie prime dai RAEE e semplifica alcune modalità di raccolta fino
all’aggiornamento del sistema TARI con l’introduzione di nuove voci legate a eventi eccezionali e
alla gestione dei rifiuti accidentalmente pescati.
