(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 February 2026 Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI): “Necessari
chiarimenti dalla Giunta sulla gestione delle prescrizioni per i
pazienti già presi in carico dal sistema sanitario”
(Acs) Perugia, 12 febbraio 2026 – “Se venisse confermata la prassi da
parte del Distretto di Perugia di pretendere dai medici di base di
riemettere le impegnative dei loro pazienti già inserite nei percorsi
di tutela, saremmo davanti non a un errore amministrativo, ma a un
escamotage organizzato per cancellare artificialmente le liste
d’attesa dal sistema informatico e presentare una sanità che
semplicemente non esiste”. Lo afferma il consigliere regionale Matteo
Giambartolomei (Fratelli d’Italia), annunciando di aver presentato una
interrogazione per chiedere “chiarimenti urgenti alla Giunta su tale
gestione ‘creativa’ delle liste d’attesa che, se confermata,
rappresenterebbe l’ennesimo fallimento politico della programmazione
sanitaria regionale”.
“Tale richiesta – spiega Giambartolomei – riguarda pazienti che, non
avendo trovato disponibilità immediata nelle liste di prenotazione
ordinarie, sono stati inseriti nei percorsi di tutela, una procedura
che dovrebbe garantire l’erogazione della prestazione entro i tempi
previsti dalla classe di priorità. Tradotto in termini concreti: un
cittadino che mesi fa ha fatto una prescrizione, è stato preso in
carico dal sistema sanitario ed è stato inserito in un percorso di
garanzia perché non c’erano posti disponibili, oggi rischia di
vedersi chiedere di ripartire da zero, con una nuova impegnativa”.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia “la richiesta della Direzione
di Distretto non appare come un mero errore amministrativo, ma come un
artifizio contabile poiché la prassi di richiedere una nuova
impegnativa comporta l’automatico azzeramento dei tempi di attesa
per il sistema informatico e la prestazione risulterà formalmente
richiesta in data odierna e non mesi addietro, producendo una
rappresentazione statistica della realtà distorta e non veritiera.
Questa condotta configuri una palese violazione del D.Lgs. 124/1998
(art. 3, commi 10 e 13), il quale stabilisce l’obbligo per le Asl di
garantire la prestazione, in caso di superamento dei tempi massimi,
ricorrendo all’attività libero-professionale intramuraria o a
strutture private accreditate, con oneri a carico dell’azienda (fatto
salvo il pagamento del ticket). Lo spostamento in avanti della data di
prescrizione – prosegue il consigliere di opposizione – lede il
diritto di priorità acquisito dal paziente, esponendolo a rischi
clinici dovuti al ritardo diagnostico e obbligandolo a un iter
burocratico defatigante. Il diritto alla salute non può essere
sacrificato sull’altare del ‘bilancio dei tempi’ e costringere un
cittadino malato a rinnovare una prescrizione è un atto di
umiliazione burocratica che mina la credibilità delle istituzioni.
Costringere i medici di medicina generale alla riemissione delle
ricette per inerzia organizzativa della Asl, inoltre, rappresenta un
inutile aggravio burocratico che sottrae tempo prezioso all’attività
clinica e assistenziale, oltre a generare confusione nel rapporto
medico-paziente”.
Con l’atto ispettivo il consigliere di Fratelli d’Italia chiede di
sapere “se la presidente della Giunta sia a conoscenza della prassi
adottata dal Distretto di Perugia e/o se tale indicazione derivi da
una direttiva regionale, operazione che potrebbe rappresentare il
rischio di una manipolazione dei dati statistici relativi ai tempi di
attesa reali, in contrasto con i flussi del monitoraggio nazionale.
Quante siano attualmente le prestazioni inserite nei percorsi di
tutela del Distretto di Perugia che superano i tempi massimi previsti
dalla classe di priorità e perché non si sia provveduto, ai sensi
del D.Lgs. 124/1998, a garantire l’erogazione delle stesse tramite
il ricorso a prestazioni in regime di libera professione o privato
accreditato a carico della Asl. Quali provvedimenti urgenti si
intendano adottare per porre fine a questa prassi. Se qualcuno –
conclude Giambartolomei – pensa di poter nascondere le liste
d’attesa dietro un foglio di carta ristampato, allora il problema
non è più solo sanitario. È politico. Ed è gravissimo”. RED/mp
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82033
————– parte successiva ————–
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