(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 10 February 2026 ALLEGATO
Cos’è il NUE 112
Il NUE 112 non sos tuisce, ma si affianca e integra gli a uali numeri di emergenza nazionali (112,
113, 115, 118 e 1530), che con nuano a restare a vi: i ci adini possono chiamare il 112 per
qualsiasi po di emergenza, oppure con nuare a comporre i diversi numeri abituali.
La sua introduzione recepisce la dire va dell’Unione europea per armonizzare i servizi di
emergenza e perme ere a chiunque si trovi sul suolo europeo di effe uare chiamate di emergenza
componendo un unico numero di telefono valido in tu gli Sta membri. Dopo questa prima fase di
avvio, in base alla dotazione tecnologica e all’a vazione del servizio h24, sarà possibile includere
anche le sedi della Polizia locale tra gli en di soccorso.
La centralizzazione delle chiamate assicura, dal punto di vista organizza vo e opera vo, una ges one
coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte, la tracciabilità della chiamata, la risposta
mul lingue e l’accesso alle persone con disabilità, anche dell’udito.
La Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il ministero dell’Interno e i ver ci delle Forze
dell’ordine e dei Servizi di emergenza coinvol, ha messo a punto un modello organizza vo secondo
cui tu e le chiamate effe uate ai tradizionali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118)
sono convogliate e prese in carico dalle due Centrali uniche di risposta (Cur), collocate una
a Bologna e una a Parma, a seconda della provenienza della chiamata. Per realizzarle, la Regione ha
inves to oltre 7 milioni di euro: costruite con criteri antisismici, sono dotate di una sala per la
gestione delle maxi-emergenze e di spazi idonei ad ospitare tecnologie, uffici e servizi, tra cui videowall informativi per il controllo dell’evoluzione del quadro emergenziale.
Cosa succede quando si chiama il NUE 112
“Emergenza, di cosa ha bisogno”. “C’è una persona sospe a”. “Emergenza, l’ho già localizzata”. “Sto
male e sono sola in casa”. “In che via si trova?”. “Non abbandoni la chiamata, res in linea con me”.
Due squilli e dalla Centrale unica di risposta, a Bologna o a Parma, rispondono con voce ferma e
rassicurante. Il sistema di ges one delle chiamate perme e alle Cur di ricevere in tempo reale
l’iden fica vo e di localizzare in maniera rapida e immediata la posizione geografica dell’utente,
riducendo il tempo di intervista di chi chiama. La telefonata viene processata e inoltrata al servizio
di emergenza competente: solo quando le forze dell’ordine o il sistema di emergenza sanitaria
vengono messi in conta o con la persona che ha chiamato, l’operatore si sgancia.
Ogni Cur, una a Bologna e una a Parma, prevede 24 postazioni di lavoro, più 8 di riserva per maxi
emergenze, sulle quali si alternano, in più turni, 90 operatori tecnici (per ciascuna Cur). Gli operatori
delle Cur garantiscono una prima risposta a tutte le chiamate di soccorso, che vengono classificate
per tipo di emergenza e inoltrate, assieme ad una scheda contenente le informazioni anagrafiche e
di localizzazione dell’utente, alle centrali operative competenti per funzione e territorio, che poi
intervengono sul posto.
Nelle Cur si lavora su tre turni h24. Nella fascia diurna, dalle 8 alle 22, si registra il maggior numero
di chiamate. Per ogni turno, mediamente, un operatore risponde a 150-200 telefonate. Ascolto,
studio, training e test sono le fasi della formazione (che dura sei se mane) degli operatori.
La app “Where are U”
Per contattare il NUE 112 c’è anche l’app “Where are U”, scelta come applicazione di riferimento
nazionale e messa a disposizione dal ministero dell’Interno tramite un accordo con l’Azienda
regionale per l’emergenza urgenza della Regione Lombardia. La app, gratuita e disponibile per
smartphone iOS, Android e Windows Phone, permette di mettersi in contatto con il NUE 112 in tre
diversi modi: la chiamata vocale, la chiamata muta (se l’utente non può parlare perché in situazione
di pericolo o perché persona con disabilità) e una chat.
Un servizio pubblico gratuito, attivo da 4 anni in tutta la nazione, pensato per migliorare il supporto
ai sordi da parte degli operatori NUE 112. Il servizio permette agli operatori della Cur di Saluzzo (CN),
unica centrale in Italia individuata per gestire queste richieste, di sapere che la persona che sta
chiedendo aiuti è sorda. Chi risponde può attuare così tutti gli accorgimenti necessari per intervenire
in modo utile e appropriato, trasferendo la richiesta alle oltre 750 centrali di secondo livello presenti
sul territorio italiano, tra cui le 59 della nostra regione. /MC
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