(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026(AGENPARL) – Mon 09 February 2026 *Cnpr forum: “Il ‘capitale umano’ è la chiave per la competitività”*
*Tenerini (FI): “Formazione globale per governare il cambiamento”*
*Misiani (PD): “IA fondamentale per restare competitivi”*
*Cavandoli (Lega): “Governo già all’opera con nuove norme per IA”*
*Nave (M5s): “Osservatori regionali per aggiornare percorsi formativi”*
“L’innovazione digitale, insieme alle transizioni ecologica e demografica,
rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo. Un
cambiamento che va governato e accompagnato, non subito, perché non è solo
tecnologico ma anche culturale e istituzionale, con potenziali impatti
sociali rilevanti. In questo scenario, la leva decisiva è la formazione:
l’intelligenza artificiale trasformerà il lavoro, creando nuove professioni
e superandone altre. Per questo servono sistemi formativi strutturati e
continui, capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita
lavorativa”.
Lo ha dichiarato *Chiara Tenerini*, parlamentare di Forza Italia in
Commissione Lavoro a Montecitorio, nel corso del Cnpr forum “Istruzione,
formazione e coesione sociale: il ‘capitale umano’ è la chiave per la
competitività nell’era dell’innovazione?” Promosso dalla Cassa di
previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da *Luigi
Pagliuca*.
“L’intelligenza artificiale sta producendo effetti sempre più evidenti su
lavoro ed economia – ha sottolineato da *Antonio Misiani* (PD),
vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato -, ma resta incerto il
bilancio tra occupazioni perse e nuove opportunità. La trasformazione,
ormai estesa anche a colletti bianchi e professioni creative, impone di
accelerarne l’adozione per restare competitivi. Determinante sarà il ruolo
della formazione: senza investimenti strutturali nella riqualificazione dei
lavoratori, i benefici economici rischiano di accompagnarsi a forti impatti
sociali”.
L’impegno del governo su questi temi è stato rivendicato da *Laura
Cavandoli*, deputata della Lega in Commissione Agricoltura della Camera:
“Il Governo ha sostenuto con forti incentivi economici l’innovazione nelle
imprese, affiancando a questi interventi un adeguamento del sistema
formativo alle nuove competenze digitali. Dall’introduzione dell’educazione
alla cittadinanza digitale nelle scuole, fino alla legge 132/2025
sull’intelligenza artificiale, sono state definite norme e percorsi
formativi specifici. Parallelamente, attraverso le risorse del PNRR e le
misure di Transizione 4.0 e 5.0, sono stati rafforzati anche gli strumenti
di sostegno agli investimenti tecnologici delle imprese”.
Secondo *Luigi Nave*, senatore del M5s in Commissione Ambiente e
Innovazione Tecnologica a Palazzo Madama: “Serve istituire osservatori
regionali capaci di aggiornare rapidamente i percorsi formativi per
rispondere all’impatto dell’intelligenza artificiale. Parallelamente, è
necessario ridurre le diseguaglianze rafforzando la scuola, soprattutto
nelle aree interne, ampliando l’educazione prescolare, contrastando la
dispersione e sostenendo economicamente le famiglie. Occorre inoltre
investire di più in cultura e formazione, valorizzando il personale
docente. Solo così sarà possibile costruire un sistema educativo solido e
un futuro più equo per il Paese”.
Nel corso dei lavori, moderati da *Anna Maria Belforte*, il punto di vista
dei professionisti è stato espresso da *Pasqua Borracci*, commercialista e
revisore legale dell’Odcec di Bari: “L’accelerazione dell’innovazione
digitale e dell’intelligenza artificiale sta modificando profondamente le
competenze richieste dal mercato del lavoro. Bisogna rendere il sistema
formativo più rapido nell’adattarsi a questi cambiamenti senza lasciare
indietro lavoratori e nuove generazioni. I dati mostrano ancora forti
divari territoriali e sociali nell’accesso e nella qualità dell’istruzione,
mentre sul piano internazionale cresce la competizione per attrarre e
trattenere studenti, ricercatori e professionalità qualificate. Servono
politiche adeguate, da un lato, per ridurre le disuguaglianze educative
interne e, dall’altro, per rendere il sistema formativo più attrattivo e
competitivo a livello globale. Secondo i dati Eurostat e ISTAT, l’Italia
destina all’istruzione circa il 3,9% del PIL, contro una media europea che
supera il 4,7%. Diversi studi collegano la cosiddetta povertà educativa a
maggiori disuguaglianze sociali e retributive difficili da colmare nel
tempo. Bisogna investire di più nel capitale umano”.
Le conclusioni sono state affidate a *Paolo Longoni*, consigliere
dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “L’Intelligenza Artificiale è
strutturata in modo da permetterle di imparare dall’esperienza anche in
assenza di programmazione. Tutto questo rivela profili inquietanti. Si
tratta di una applicazione informatica che consente diverse funzioni
fondamentali per la trasformazione digitale, integrate sempre più nella
vita quotidiana, della produzione e delle aziende. Non credo sia necessario
trovare strumenti normativi per governarla. Il problema è quello di
aumentare i fondi per la formazione, per l’istruzione secondaria e
universitaria”.
*da sinistra in senso orario Chiara Tenerini, Antonio Misiani, Luigi Nave e
Laura Cavandoli*
