(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026(AGENPARL) – Mon 09 February 2026 *Antimicrobico-resistenza (Amr): l’Umbria accelera con il Piano nazionale.
La presidente Proietti: “Approccio ‘One Health’, l’Umbria si unisce contro
i super batteri per proteggere il futuro di tutti”*
(AUN) – Perugia, 09 febbraio 2026 – La Regione Umbria lancia una sfida
decisa alla ‘minaccia invisibile’ della resistenza agli antibiotici. In
linea con il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza
(Pncar), la Giunta regionale ha approvato una strategia integrata che
coinvolge ospedali, allevamenti e monitoraggio ambientale. L’obiettivo è di
preservare l’efficacia dei farmaci antibiotici, attraverso il modello ‘One
Health’, che riconosce come la salute dell’uomo sia indissolubilmente
legata a quella degli animali e dell’ecosistema. “Con questo provvedimento,
l’Umbria si pone all’avanguardia nel contrasto all’antimicrobico resistenza
– afferma la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – una delle
sfide sanitarie più complesse del nostro tempo. Non stiamo solo attuando un
piano, ma stiamo costruendo un modello di prevenzione che unisce le
competenze dei nostri medici, veterinari ed esperti ambientali. La vera
svolta per il 2026 sarà poi l’integrazione digitale, ovvero la creazione di
un sistema informativo integrato regionale, un ‘cruscotto unico’ capace di
incrociare i dati sanitari umani, veterinari e ambientali. Questo
permetterà di passare da una gestione frammentata a una visione d’insieme,
guidando i medici verso scelte terapeutiche basate sui dati epidemiologici
locali e garantendo che ogni dose di antibiotico sia somministrata solo
quando realmente necessaria”.
I principali fronti di intervento riguardano la medicina umana, con il
potenziamento della sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni
ospedaliere (chirurgia e terapie intensive) e la formazione capillare degli
operatori sanitari sulle buone pratiche, come l’igiene delle mani e l’uso
di soluzioni idroalcoliche; il settore veterinario, con l’avvio di un piano
biennale di Stewardship (strategia gestionale e clinica mirata all’uso
responsabile e appropriato di risorse, farmaci o antibiotici)
nell’allevamento bovina da latte, per limitare l’uso di farmaci solo ai
casi di reale necessità. La Regione, inoltre, ha anche aderito a un
progetto pilota nazionale che ha per oggetto i batteri resistenti negli
animali da compagnia, in quanto possono agire da serbatoi o vittime di
germi difficili da curare. Infine, il monitoraggio ambientale, con il
controllo costante della presenza di antibiotici e dei geni di resistenza
nelle acque superficiali dei principali torrenti regionali (Caina, Genna e
del fiume Nestore) e nei reflui urbani delle principali città umbre
(Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello), come sistema di allerta
precoce.
L’attuazione del piano vede il coinvolgimento delle quattro Aziende
sanitarie regionali (Usl Umbria 1, Usl Umbria 2, Aziende ospedaliere di
Perugia e Terni), dell’Università degli studi di Perugia, dell’Istituto
zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum) “Togo
Rosati” e dell’Arpa, garantendo così la copertura di tutte le attività
previste, dalla ricerca scientifica alla pratica clinica sul campo.