(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 February 2026 Askatasuna, Barbera (Prc): “Le critiche del generale Rapetto confermano il
fallimento nella gestione dell’ordine pubblico. Basta repressione e
incompetenza”
“Le pesanti critiche espresse dal Generale Umberto Rapetto sui fatti di
Torino non possono essere ignorate. Siamo di fronte a una certificazione di
fallimento tecnico e politico che conferma quanto denunciamo da tempo”.
Così in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione Nazionale di
Rifondazione Comunista.
“Le valutazioni di Rapetto non sono opinioni di un osservatore qualunque,
ma il giudizio di un alto ufficiale della Guardia di Finanza con una
lunghissima esperienza come docente nelle Accademie e nelle Scuole di
qualificazione delle Forze Armate e di Polizia. Quando un esperto di tale
calibro parla di ‘errori tecnici grossolani’ e di ‘impreparazione di chi
governa lo schieramento’, il Ministro Piantedosi dovrebbe solo trarne le
conseguenze”.
“L’analisi del Generale mette a nudo la gestione muscolare e disorganizzata
delle piazze. Quando un agente si ritrova isolato e vulnerabile, non siamo
solo di fronte a un errore individuale, ma a un collasso della catena di
comando. È inaccettabile che, per coprire carenze di addestramento e di
visione strategica, si risponda con cariche indiscriminate contro decine di
migliaia di cittadini che manifestavano legittimamente e pacificamente”.
Barbera prosegue puntando il dito contro le scelte politiche del governo:
“Mentre coloro che scientemente producono disordini restano spesso
impuniti, la polizia finisce per colpire ‘nel mucchio’, trasformando lo
scudo da strumento di difesa a arma di offesa. È la deriva di uno Stato
che, anziché isolare i manifestanti violenti preferisce la scenografia
della violenza per giustificare nuovi giri di vite autoritari”.
“Il caso del ragazzo di Grosseto, fermato mentre i veri nuclei violenti si
dileguavano, è l’emblema di questa gestione fallimentare. Questo governo
sta usando gli scontri di Torino come pretesto per accelerare su un
Pacchetto Sicurezza liberticida. Non servono nuove pene; serve cultura
democratica e il ritorno a un dialogo che rispetti il diritto al dissenso”.
“Esprimiamo la nostra piena solidarietà a chi scende in piazza per un mondo
più giusto e viene manganellato da una sottocultura del ‘culto della forza’
che nulla ha a che fare con i valori costituzionali. Chiediamo che il
Ministro dell’Interno riferisca su questi gravi errori tecnici e sulla
strategia della tensione che sembra voler scientemente alimentare”,
conclude Barbera.