(AGENPARL) - Roma, 3 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 February 2026 Nota dei consiglieri regionali di opposizione: “soppressione di
Isuc, Csgp e Cedrav decisione inaccettabile”
(Acs) Perugia, 3 febbraio 2026 – “La maggioranza regionale di
sinistra intende sopprimere l’Istituto per la Storia dell’Umbria
Contemporanea, il Centro di studi giuridici e politici e il Centro per
la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina. Tre realtà
attive da decenni che hanno rappresentato un presidio culturale,
scientifico e identitario per l’Umbria, oggi rischiano di essere
cancellate con una motivazione legata a una presunta riorganizzazione
e a un efficientamento dei costi”, è quanto scrivono, in una nota,
i consiglieri regionali di opposizione, Donatella Tesei ed Enrico
Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza
Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo
Giambartolomei (Fratelli d’Italia).
“Una giustificazione del tutto inconsistente – commentano – dato
che il risparmio sarebbe di circa 180 mila euro l’anno, dei quali
120 mila fanno riferimento all’Isuc, 40 mila al Csgp e 20 mila al
Cedrav. Risorse che la Regione Umbria investe da anni con piena
consapevolezza del valore strategico di questi Istituti. Oggi, quegli
stessi investimenti, vengono improvvisamente ritenuti dalla sinistra
un costo da tagliare”.
Per gli esponenti dell’opposizione si tratta, peraltro, di “una
cifra irrisoria se si considera il patrimonio in questione e
soprattutto a fronte dei 184 milioni di euro di tasse in più che la
sinistra sta già prelevando dalle tasche degli umbri. Non è in
discussione un capitolo di spesa, ma il rispetto per la storia
dell’Umbria e per il lavoro di generazioni che hanno contribuito a
costruirla, studiarla e raccontarla. Si tratta di un patrimonio che
non appartiene a un Ente, ma all’intera collettività umbra e che la
maggioranza è determinata a sacrificare. Un fatto gravissimo sia
perché privo di una motivazione istituzionale chiara e trasparente,
ma anche perché ad oggi non risulta sia stato presentato alcun piano
che spieghi quale sarà il destino del patrimonio documentale
accumulato negli anni”.
“Chiediamo con forza – aggiungono – che venga fatta piena
chiarezza su questa intenzione, che vengano rese pubbliche le
motivazioni reali e che si apra immediatamente un confronto
istituzionale serio prima di assumere decisioni che rischiano di
produrre un danno irreparabile. L’Umbria non può permettersi di
perdere i luoghi della propria memoria. Il dubbio – concludono i
consiglieri di opposizione – è che non si tratti affatto di
risparmio, ma della volontà di intervenire su istituti le cui
presidenze non dipendono direttamente dalla sinistra. Quando si
colpisce l’autonomia, il sospetto che si voglia sostituirla con il
controllo diventa inevitabile. Ed è un sospetto che la maggioranza ha
il dovere di chiarire pubblicamente”. RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81964
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