(AGENPARL) - Roma, 1 Febbraio 2026Era stato sgomberato un mese e mezzo fa il centro sociale ‘Askatasuna’, uno dei più noti in Italia (il nome in basco significa ‘libertà’), a Torino, con il sindaco della città, Stefano Lo Russo, del PD, che aveva dichiarato “cessato” il patto di collaborazione per via del “mancato rispetto delle condizioni”, al termine di perquisizioni che erano state ordinate nelle indagini su una serie di disordini e atti vandalici (come l’assalto alla redazione del quotidiano La Stampa e la vandalizzazione di alcuni spazi delle Officine Grandi Riparazioni durante l’Italian Tech Week) per cui erano state indagate e denunciate diverse persone che facevano parte dei centri sociali torinesi.
Ieri, nel corso di una manifestazione in difesa del centro sociale, migliaia di persone erano scese nelle tre piazze dalle quale doveva muovere il grande corteo che alle 18:00, sul corso Regina Margherita, ha visto partire dei violenti scontri causati da chi era venuto solo per cercare lo scontro con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza: almeno un centinaio di facinorosi a volto coperto, distintisi da chi marciava, al punto che gli stessi manifestanti pacifici si sono prodigati per domare il fuoco appiccato dai violenti. Alla fine si sono contati 11 feriti in divisa, con drammatiche immagini che documentano un agente caduto a terra, senza protezioni e manganello, preso a pugni e calci e persino a colpi di martello.
Dure le prese di posizioni politiche, da quella della Presidente del Consiglio fino al Capo dello Stato, e, fra le dichiarazioni nette, anche quella del Sindaco di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca: “Le immagini di guerriglia urbana che giungono da Torino sono terribili e poco hanno a che fare con il doveroso diritto di manifestare ed esprimere dissenso in uno Stato democratico.
“La solidarietà mia e di tutta la nostra comunità alle forze dell’ordine coinvolte, alle lavoratrici e ai lavoratori in divisa costretti ad avere a che fare con questi violenti e gestire attimi incandescenti di tensione, che senza la dovuta fermezza e saggezza possono risultare fatali.
“Sarà pure solo qualche centinaia di trogloditi facinorosi e delinquenti ad essersi infiltrata in una manifestazione di decine di migliaia di persone, ma di fatto è stata messa a ferro e fuoco una delle più importanti città Italiane come se nulla fosse.
“È compito di tutte le realtà sociali e politiche, con la legittima pretesa di svolgere un ruolo attivo all’interno della nostra società, dissipare ogni opacità, isolare, respingere, espellere e denunciare tutte le frange che solo nella violenza e nel disordine trovano un senso d’esistere.
“L’Italia ha già vissuto i suoi anni di piombo ed è assolutamente necessario, per il bene di tutte e tutti, che quella stagione di violenza per le strade rimanga confinata alle pagine dei libri di storia“.
