(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 Presidenza del Consiglio dei Ministri
Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza
alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria
interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016
COMUNICATO STAMPA
La Civitas appenninica svela i numeri nella corsa a capitale europea cultura 2033
Presentato a Roma il Rapporto del Censis, Norcia è la città capofila della candidatura
ROMA, 28 gen – Un inestimabile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso custodito in un
vasto territorio, di cui il cratere sisma 2016 è il cuore pulsante, che comprende 546 comuni situati
all’interno di quattro regioni (Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio) e 11 province.
È la Civitas Appenninica, candidata a Capitale Europea della Cultura 2033, le cui caratteristiche sono
state presentate oggi a Roma. Nella conferenza stampa presso la sede Adnkronos è stato illustrato il
Rapporto Censis “Il Cammino in Divenire della Civitas Appenninica”. Moderata dal giornalista Fabio
Paluccio, l’evento ha visto la partecipazione di Guido Castelli, Commissario Straordinario per il sisma
2016; Andrea Toma, Responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis; Giuliano Boccanera,
Sindaco di Norcia; Luca Diotallevi, Professore Università Roma Tre; Gian Mario Spacca, Coordinatore
Hamu; Stefano Papetti, Presidente Fondazione Salimbeni; Fabio Renzi, Segretario generale Symbola;
Pierciro Galeone, Direttore Ifel. Il Rapporto è stato presentato da Emanuele Bossi, ricercatore Censis.
Quella della Civitas Appenninica è la candidatura ‘diffusa’ di un’area abitata da comunità unite da
rapporti e legami millenari, che travalicano i confini tracciati dalla mano dell’uomo, e che vede in
Norcia (la città di San Benedetto, il Patrono d’Europa) il Comune capofila. Territori che hanno il loro
‘motore’ nel cratere sisma 2016, la vasta area di 8 mila chilometri quadrati colpita da una sequenza
sismica distruttiva che, dopo anni di forti difficoltà, sta rinascendo grazie al cambio di passo impresso
alla ricostruzione e alla strategia di riparazione economica e sociale. Questa candidatura, che
intraprende un percorso in continuità con L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026, canalizza il
desiderio di futuro dell’Appennino centrale e la volontà di accelerare e accrescere ulteriormente le
prospettive di sviluppo di questa area interna. La Provincia di Rieti ha firmato con il Comune di Norcia
un protocollo di intesa come sostenitore dell’iniziativa.
Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016: “Come chiaramente descritto dal Censis, che
ringrazio, nel suo Rapporto quella della Civitas Appenninica non è una formula o un’area tracciata sulla
mappa. Bensì, esprime le profonde radici e l’essenza culturale dell’Appennino centrale e, in particolare,
dei nostri borghi feriti dal sisma dal sisma 2016. Queste tenaci comunità, pur tra numerose difficoltà,
hanno saputo rialzarsi e oggi la candidatura a Capitale Europea della Cultura diventa la sfida di un
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Sede operativa Rieti
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza
alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria
interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016
‘popolo’ che vede in questo progetto un’occasione di riscatto e l’opportunità di darsi un nuovo futuro.
Perché la rinascita di questi territori non è soltanto frutto della ricostruzione materiale, ma si realizza
anche attraverso la valorizzazione delle sue ricchezze, stratificate nei secoli, che possono generare
nuove forme di sviluppo e a contribuire a contrastare il fenomeno dello spopolamento. Norcia 2033
diventa così un faro, un punto di riferimento: un’area interna, unita, si mette in marcia verso la sua
rinascita investendo sul capitale umano, storico e culturale, e su un approccio fondato sulla sostenibilità
e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’Appennino centrale, attraverso un ‘cammino sinodale’, vuole
scrivere una nuova pagina: quella di una Civitas viva, coesa, pronta a ispirare l’Europa”.
Giuliano Boccanera, Sindaco di Norcia: “Ringrazio il Censis per questo Rapporto, che rappresenta un
utile strumento di cui ci potremo avvalere nei mesi e anni a venire. Norcia è onorata di guidare la
candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033. Il nostro valore aggiunto
sta nel fatto che questo non è un progetto isolato, ma il sogno di 546 comuni appenninici che si fanno
comunità. A unirci è la voglia di riemergere dopo il sisma e un patrimonio culturale comune immenso.
A rafforzare questa candidatura c’è poi un valore aggiunto, rappresentato dal cittadino di Norcia più
insigne: quel San Benedetto che è il Patrono d’Europa e il padre del monachesimo occidentale. Una
figura che contribuisce a dare a questo progetto una valenza ancor più europea”.
Andrea Toma, Responsabile Area Economia, lavoro e territorio del Censis: “Per dare conto degli
elementi che conferiscono un’omogeneità storico-culturale al territorio della Civitas Appenninica, come
Censis abbiamo identificato nella dimensione del cammino una sintesi in grado di tracciare una
traiettoria di sviluppo per il futuro, nella valorizzazione delle sedimentazioni materiali e immateriali
presenti sul territorio. Il divenire della Civitas si configura, così, nella capacità di guardare al futuro con
la prudente sicurezza che accompagna il viandante lungo il proprio cammino”.
Il Rapporto mappa il capitale culturale in tre dimensioni: patrimonio materiale (eredità storica visibile),
capitale produttivo (valorizzazione contemporanea), patrimonio immateriale (sintesi dinamica). Dal
Censis vengono evidenziate numerose caratteristiche che rendono quella della Civitas Appenninica una
proposta forte e strutturata, che esprime un patrimonio culturale vivo, pronto a sostenere la
candidatura di Norcia come Capitale Europea della Cultura 2033.
Il territorio preso in esame si estende su 546 comuni – 138 nel cratere sismico – in Umbria, Abruzzo,
Marche e Lazio ed è abitato da oltre tre milioni di persone (537.252 nel cratere). Il collante della
Civitas, che vede nella città di Norcia il baricentro geografico e simbolico, è costituito in prima istanza
dai suoi poli attrattori e dai cammini. Nel primo caso si tratta di 14 centri storici: otto nel cratere sisma
2016 (Amatrice, Borbona, Camerino, Campotosto, Fabriano, Norcia, Rieti, Spoleto) a cui si aggiungono
Assisi, Foligno, Gubbio, L’Aquila, Loreto, Spello. A unire questi poli sono otto cammini che, attraverso
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Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza
alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria
interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016
il loro reticolo, simboleggiano il legame e le connessioni tra borghi e comunità: dalla Via Lauretana alla
Via di San Francesco, fino ai cammini delle Terre Mutate, Francescano della Marca, dei Cappuccini, dei
Monti e dei Santi, di San Benedetto e dei Parchi.
All’interno di questo perimetro il patrimonio culturale materiale è estremamente rilevante: 479 musei
(102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 372 librerie (64 nel Cratere), 149 cinema (36 nel
Cratere), e 11 sedi universitarie (7 nel Cratere).
A ciò si aggiungono numeri importanti sotto il profilo dell’economia culturale e turistica legata al
territorio. Si contano, infatti, 3.491 imprese culturali (666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei
musei (nel 2022), 245 mila utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (162 nel Cratere), 31 cooperative di
comunità.
L’Ufficio Stampa
Commissario Straordinario ricostruzione post sisma 2016
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