(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2026 - Nel Regno Unito aumentano rapidamente le preoccupazioni legate alla difesa e alla possibilità di un conflitto, con un raddoppio dei cittadini che indicano la sicurezza nazionale come una delle principali questioni del Paese nel giro di un solo mese. È quanto emerge da un recente sondaggio dell’istituto di ricerca IPSOS, riportato dal quotidiano britannico The Times.
Secondo l’indagine, la percentuale di britannici che ritiene la difesa una delle “questioni importanti che la Gran Bretagna deve affrontare oggi” è salita dal 12% di dicembre al 24% di gennaio. Un aumento definito dal Times come uno dei più bruschi picchi di inquietudine legati alla politica globale e al rischio di guerra degli ultimi anni. Il sondaggio è stato condotto poco dopo il raid statunitense in Venezuela che ha portato all’uccisione del presidente del Paese, un evento che avrebbe contribuito ad accrescere il clima di tensione internazionale.
Nonostante la crescita significativa, la preoccupazione per la difesa non è distribuita in modo uniforme tra gli elettori. In controtendenza rispetto agli stereotipi politici tradizionali, gli elettori di sinistra risultano più allarmati rispetto a quelli conservatori. Circa il 40% dei sostenitori dei Liberal Democratici, del Partito Laburista e dei Verdi indica la difesa come una priorità, contro il 25% degli elettori del Partito Conservatore.
Ancora più distaccati appaiono gli elettori del Reform UK guidato da Nigel Farage: solo il 12% di loro considera la difesa e la politica estera tra i problemi più urgenti del Paese. Questo dato è probabilmente legato al fatto che i sostenitori del Reform UK continuano a identificare l’immigrazione come la principale emergenza nazionale.
Infatti, nonostante il forte aumento dell’attenzione verso la difesa, l’immigrazione e gli immigrati restano la prima preoccupazione per l’elettorato britannico nel suo complesso, con il 41% delle preferenze, seppur in lieve calo rispetto al 46% registrato a dicembre.
Anche l’età incide notevolmente sulle percezioni. Le fasce più anziane risultano molto più inclini a considerare la difesa una questione centrale, mentre tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni solo il 6% la indica come prioritaria.
I dati storici IPSOS mostrano come il 24% attuale rappresenti un livello di attenzione quasi record per le questioni di difesa e sicurezza. Negli ultimi decenni, e persino durante gli anni finali della Guerra Fredda, la percentuale di cittadini che ponevano la difesa al centro del dibattito politico raramente superava il 10%.
Il massimo storico mensile risale al gennaio 1991, quando il 65% degli intervistati indicò la difesa come priorità assoluta, in un contesto dominato dal crollo dell’Unione Sovietica, dalla riorganizzazione dell’Europa post-Guerra Fredda e dall’inizio della Prima Guerra del Golfo. Più recentemente, un altro picco significativo si è registrato nel marzo 2022, al 35%, subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
L’attuale aumento delle preoccupazioni appare quindi rilevante, soprattutto se confrontato con i mesi precedenti l’invasione dell’Ucraina, quando solo il 2% dei britannici considerava la difesa una priorità. Anche allora, tuttavia, l’attenzione calò rapidamente, tornando a livelli a una sola cifra già nel corso del 2023.
