(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 21 January 2026 Report, Barbera (PRC): “Se lo Stato spia i giudici, non è più una
democrazia”
“E’ allarmante che, mentre il governo spinge riforme che concentrano potere
e riducono gli spazi di autonomia istituzionale, emerga il sospetto di un
possibile controllo informatico sugli strumenti di lavoro della
magistratura. Anche solo l’ombra di accessi remoti ai computer dei giudici
non è una questione tecnica, ma un fatto politico di prima grandezza.
La reazione del ministro Nordio, improntata alla delegittimazione
dell’inchiesta e priva di chiarimenti puntuali, non rassicura ma aggrava il
quadro. Quando l’esecutivo risponde alle domande con fastidio invece che
con trasparenza, il problema non è il giornalismo d’inchiesta, ma la tenuta
democratica delle istituzioni.
Qui non è in gioco una polemica mediatica, ma l’equilibrio tra i poteri
dello Stato. In una democrazia costituzionale la magistratura deve poter
operare senza sospetti di interferenze, dirette o indirette, tanto più
attraverso strumenti tecnologici opachi e sottratti al controllo pubblico.
Pertanto è necessario che venga fatta al più presto piena luce su questa
vicenda nelle sedi istituzionali competenti. Difendere l’indipendenza della
magistratura non è una concessione al conflitto politico, ma una condizione
minima della democrazia. Se lo Stato arriva anche solo a sfiorare il
controllo dei giudici, il confine è già stato superato”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione
Comunista.