(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 Oggi appare evidente ciò che Confabitare, associazione dei proprietari immobiliari, segnala da anni: la città non dispone più di una politica dell’abitare in grado di reggere la realtà sociale ed economica attuale. “Il dibattito pubblico arriva ora a riconoscere problemi che avevamo indicato fin dall’inizio di questa amministrazione”, afferma Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare. “Abbiamo segnalato da subito tre nodi centrali – continua Zanni – la chiusura al dialogo, politiche abitative incoerenti e un quadro normativo instabile, che ha prodotto insicurezza e un mercato senza riferimenti certi”. Secondo Confabitare, le limitazioni agli affitti brevi introdotte nel PUG rappresentano l’esempio più evidente di questo approccio: “Dicemmo subito che non avrebbero liberato nuovi appartamenti. Ci venne risposto che servivano a evitare lo svuotamento del centro storico dopo la bolla turistica. Oggi, con l’ultima variazione al PUG, il Comune ammette implicitamente il contrario: il problema è la mancanza di case e il Comune ne ha un disperato bisogno”.
Il punto critico, secondo Confabitare, è che questa nuova impostazione trasferisce sui privati un rischio che non è imprenditoriale in senso proprio: “Non si tratta di dinamiche di mercato, che un operatore può studiare e valutare, ma di scelte amministrative variabili, vincoli crescenti e narrazione, che rendono l’esito degli investimenti difficilmente prevedibile”. Poi il progetto del tram: “Così come concepito, rischia di diventare il de profundis delle politiche abitative – osserva Zanni – il tracciato non copre l’intera città metropolitana, non arriva ad Anzola, Castel Maggiore, Castenaso. Si arriva ad avere una città divisa, con aree valorizzate dalla narrazione del Comune che chiudendo il cantiere partirà in pompa magna e aree escluse con ricadute dirette sul mercato immobiliare ovvero, una volta completato, il tram verrà comunque presentato come un successo – prosegue Zanni – ma nel frattempo, con il nuovo PUG, si chiede agli imprenditori di assumersi più vincoli e più rischio, aumentando le quote di edilizia pubblica e l’incertezza normativa. Dovremo fare i conti con un mercato ancora più confuso, guidato dalla comunicazione più che da una pianificazione equilibrata. Per questo ci attendono anni difficili perché questo approccio non crea nuove case, ma alimenta tensione sociale”.
“Oggi molti proprietari non affittano a lavoratori e famiglie perché non si sentono tutelati. In assenza di garanzie, il mercato si restringe sugli studenti o sugli affitti brevi. Senza tutele, questo problema non si risolve. Invece che dare tutele ai proprietari il Comune mette incertezze ai costruttori. Per non parlare dei tempi che non coincidono con l’emergenza attuale. La domanda è immediata, e – conclude Zanni – il tram rischia di essere il detonatore finale di una crisi abitativa già evidente. Sicurezza, scuola, trasporti, lavoro: tutto passa dall’abitare. Senza un sistema abitativo funzionante, ogni altra politica resta emergenziale e comunicativa”.
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