(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
DISABILITÀ, ON. BRAMBILLA (COMM. INFANZIA): “AUTORITÀ GARANTE EFFICACE STRUMENTO DI MONITORAGGIO E TUTELA”
“In attesa dell’entrata in vigore su tutto il territorio nazionale, il 1° gennaio 2027, della riforma delle norme sulla disabilità, è importante constatare che l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, costituita nel 2025, si rivela già efficace strumento di monitoraggio e di tutela su un tema così delicato e complesso”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, dopo l’audizione dell’Autorità, presieduta da Maurizio Borgo, e di rappresentanti dell’Unicef nell’ambito dell’indagine “sulla disabilità fisica e psichica dei minori, con focus sulle lesioni cerebrali e sull’autismo: sostegno alle famiglie e nella scuola”, la quarta indagine della legislatura.
L’Autorità sta ancora muovendo i primi passi, ma il presidente Borgo ha indicato con chiarezza la direzione in cui intende muoversi per esercitare i poteri conferiti dalla legge (pareri, raccomandazioni, verifiche e visite): “Assicurare alle persone con disabilità la piena partecipazione alla vita. L’inclusione non basta, evoca l’idea di far entrare qualcuno che è rimasto fuori, mentre il problema qui è assicurare a tutti gli stessi diritti”. Obiettivo ambizioso in un Paese dove, tanto per citare alcuni dei primi dossier affrontati, il compimento dei 18 anni interrompe la continuità della presa in carico di un minore con disabilità intellettiva, dove molti regolamenti scolastici non consentono l’ingresso in classe di un terapista per l’alunno disabile se non con l’accordo unanime di tutti i genitori degli altri alunni, dove l’igiene dei disabili incombe sulle famiglie anche quando sono a scuola, dove si tende troppo presto e troppo facilmente ad adottare per i disabili intellettivi un percorso educativo differenziato che fa conseguire soltanto un attestato di frequenza e non il diploma, dove è difficile, soprattutto per le madri, conciliare le esigenze dell’assistenza e quelle del lavoro. “È applicabile a tal proposito – sottolinea Borgo – l’istituto dell’accomodamento ragionevole: modifiche e adattamenti necessari e appropriati per consentire la partecipazione ai disabili. Aiutare a individuali è uno dei compiti dell’Autorità”.
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