(AGENPARL) - Roma, 18 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Sun 18 January 2026 SCUOLA, FLORIDIA (M5S) A VALDITARA: METAL DETECTOR INUTILI SENZA INVESTIMENTI E RISORSE
“La sicurezza nelle scuole non può essere una bandiera da agitare solo quando accade un caso gravissimo come quello di La Spezia. Se davvero la risposta alla violenza è l’educazione, chiedo al ministro Valditara perché si continua a tagliare risorse alla scuola pubblica. Si parla di rispetto, di regole, di autorevolezza. Ma intanto viene ridotto il tempo scuola, si tagliano gli organici svuotando le scuole di personale, si indeboliscono ogni giorno di più quei presìdi educativi che dovrebbero prevenire proprio ciò che oggi Valditara e il governo Meloni dicono di voler combattere. Affermano che il problema sono i social e il loro uso distorto. Benissimo. Allora perché non hanno mai investito seriamente nell’educazione digitale? Quella che nelle scuole già esiste solo grazie all’impegno di docenti e comunità educanti, senza risorse, senza formazione strutturata, senza riconoscimento. Se è una priorità, perché non la rendono tale anche nei fatti? Valditara parla di disagio, di fragilità, di relazioni spezzate. Ma l’educazione affettiva dov’è? Perché non viene introdotta in modo serio, continuo, laico, invece di essere rinviata alle famiglie o usata come spauracchio ideologico? E mentre predica responsabilità e rispetto delle regole, il governo procede con il dimensionamento scolastico, creando scuole sempre più grandi, più lontane dai territori, più difficili da governare, meno capaci di costruire relazioni significative. È questa l’idea di scuola autorevole che ha in mente Valditara? Nessuno nega la gravità della violenza né cerca colpe individuali. Ma proporre una “rivoluzione culturale” contro il “vietato vietare” è una comoda semplificazione ideologica. Serve a spostare l’attenzione dalle scelte politiche concrete: meno investimenti, meno presenza educativa, meno cura quotidiana. Quanto ai metal detector: se sono le scuole, nella loro piena autonomia e in dialogo con il territorio e la comunità scolastica, a valutare misure specifiche, se ne può discutere. Ma no a scuole trasformate in caserme o in aeroporti. No a istituti blindati come se il problema fosse solo la sicurezza e non il senso di ciò che si vive dentro quelle mura. Davvero pensiamo che la violenza dipenda solo dall’oggetto? Oggi è un coltello portato da casa, domani può essere qualsiasi oggetto trovato a scuola. La violenza non nasce da ciò che si ha in tasca: nasce dal vuoto educativo, relazionale e sociale. Le misure di controllo e di repressione possono forse tamponare, ma non educano. E i soldi spesi per le armi andrebbero investiti altrove: più personale ATA, più tempo scuola, classi meno affollate, educazione digitale e affettiva strutturata, psicologi presenti e stabili nelle scuole, non interventi spot. Se Valditara crede davvero nell’educazione, smetta di evocarla solo nelle interviste. Inizi a finanziarla, a rafforzarla, a rispettarla. Si tenga i metal detector e dia alla scuola pubblica più insegnanti e più risorse”.
Così la senatrice M5S Barbara Floridia.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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