(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 14 January 2026 **Punti nascita, la Toscana chiede al Governo di rivedere le soglie **
**Per il presidente Giani e l’assessora Monni i parametri vanni cambiati a
fronte della denatalità che si registra in tutta Italia **
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 14 gennaio 2026 alle 17:44/
Nascono meno bambine e bambini – in Toscana come in Italia, ovunque nel
Paese – e soglie e parametri che autorizzano l’apertura di punti nascita
andrebbero dunque rivisti. Non possono più essere quelle di dieci anni fa,
quando la natalità era ben diversa. L’appello al Governo nazionale, arriva
dal presidente della Toscana Eugenio Giani e dall’assessora al diritto alla
salute e alle politiche sociali Monia Monni.
“La situazione mi preoccupa – dice Giani -. In diverse realtà
ospedaliere della Toscana siamo già sotto i cinquecento parti l’anno”.
Si tratta di sei punti nascita (Portoferrario, Barga, Borgo San Lorenzo,
Montepulciano, Poggibonsi, Montevarchi) con un settimo – Cecina – che si
sta avvicinando pericolosamente alla soglia. Anche tra i punti di secondo
livello, dove i parti dovrebbero essere almeno mille l’anno, c’è chi
soffre: alle Scotte di Siena sono scesi sotto.
“Ho paura – prosegue il presidente – che nello stare dietro solo ai
numeri il Ministero e il Governo, così come hanno deciso di commissariare
la Toscana sull’accorpamento scolastico, ugualmente possano imporre la
chiusura dei punti nascita: una scelta che avrebbe evidenti e pesanti
riflessi sui territori”. “Noi faremo di tutto, come sempre abbiamo
fatto, per portare avanti richieste di deroghe, ma è il governo e il
ministero che alla fine decide” chiarisce Monni . “Non si può –
aggiunge – ridurre i servizi così tanto da renderli rarefatti e complicare
il vivere in un territorio. E’ una battaglia che vogliamo portare avanti in
maniera condivisa anche con le altre Regioni, perché purtroppo il calo e
l’inverno demografico che stiamo vivendo non riguarda soltanto la
Toscana”.
Giani prova ad avanzare una proposta concreta. “Portiamo – auspica – la
soglia da cinquecento a quattrocento parti l’anno per i punti nascita di
primo livello e da mille a ottocento per le realtà di secondo livello”.
Ma serve forse anche altro. “Facciamo nascere i figli nel territorio dove
uno risiede – auspica il presidente – : nell’area metropolitana fiorentina
c’è la tendenza ad andare alla maternità di Careggi e questo rischia di
portare sotto i cinquecento parti altre realtà”.
La situazione in Toscana
Ad oggi sono attivi ventidue punti nascita in tutta la regione. Tre
(Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel
Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga ministeriale,
in quanto sotto la soglia dei cinquecento parti. Ha prevalso in quel caso
il criterio dell’isolamento del territorio e la garanzia comunque offerta
di livelli di sicurezza adeguati, per le mamme e per i neonati,
Tre ulteriori punti nascita toscani sono sotto soglia e dovranno essere
autorizzati con deroga dal Ministero per operare: l’ospedale dell’Alta Val
d’Elsa a Poggibonsi in provincia di Siena, gli Ospedali Riuniti della Val
di Chiana a Montepulciano di nuovo nel senese e l’ospedale Nuovo Valdarno a
Montevarchi.
Rimane sopra la soglia l’ospedale di Cecina, che nel 2025 si è comunque
avvicinata molto al limite inferiore.
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