(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026Studiare la Storia può sembrare faticoso, con date, eventi e fatti da ricordare, ma comprendere il passato è essenziale per capire il presente. La storia della Persia, divenuta Iran nel 1935, ne è un esempio lampante.
Negli anni ‘70, lo Scià Mohammad Reza Pahlavi governava l’Iran con un regime monarchico filo-occidentale, autoritario ma modernizzatore. Il “Re dei Re” tentò di riportare grandezza all’antica Persia, celebrando i 2.500 anni della monarchia con lussi sfavillanti che accentuarono il distacco dal popolo e alimentarono il malcontento. Le accuse contro il regime riguardavano corruzione, sprechi e eccessiva dipendenza dagli stranieri, in particolare dagli Stati Uniti.
Nonostante le riforme per l’emancipazione femminile e i progressi sociali — tra cui il diritto di voto e l’accesso all’istruzione superiore per le donne — la modernizzazione forzata e le disuguaglianze economiche generarono proteste e tensioni sociali. Molte donne indossavano lo chador come forma di resistenza alla occidentalizzazione imposta, anticipando di fatto la rivoluzione.
La crescente opposizione di movimenti religiosi sciiti e marxisti culminò nel 1979 con la Rivoluzione Islamica che portò alla caduta dello Scià e all’instaurazione della Repubblica Islamica guidata dall’Ayatollah Ruhollah Khomeini, esiliato per anni ma simbolo della resistenza al regime.
Oggi, la situazione presenta sorprendenti parallelismi. La crisi economica, il malgoverno e la corruzione hanno scatenato proteste popolari, soprattutto tra piccoli imprenditori e commercianti del bazar. Le manifestazioni, organizzate a partire da dicembre, vengono represse brutalmente dalle forze di sicurezza, tra cui i Guardiani della Rivoluzione e unità speciali di polizia. Dalle prime stime, i morti ammontano a circa 12.000, con migliaia di arresti di massa.
Il futuro resta incerto: la repressione potrebbe prevalere, oppure il figlio di Reza Pahlavi potrebbe riuscire, con il sostegno internazionale, a formare una Repubblica non monarchica iniziale. Se la comunità internazionale manterrà alta l’attenzione, potrà fungere da deterrente; altrimenti, l’escalation potrebbe portare alla caduta di Ali Khamenei, 87 anni, e a ulteriori sommovimenti.
In questa “pentola a pressione” che ribolle, la Storia sembra ripetersi, con scenari di conflitto familiari al passato ma complicati dalle nuove tecnologie: droni e strumenti moderni che rendono oggi devastanti le armi un tempo considerate giocattoli. Studiare il passato ci aiuta a comprendere il presente e a immaginare il futuro, perché la storia non è mai davvero finita.
