(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - Quaranta nazioni riunite all’L’Aia hanno proposto un ampio pacchetto di sanzioni contro Israele in risposta a quella che è stata definita un’“accelerazione senza precedenti” delle politiche di insediamento nei territori palestinesi.
Secondo una dichiarazione congiunta dei copresidenti del cosiddetto Gruppo dell’Aia, le misure raccomandate includono embarghi sulle armi, il divieto totale di importazione di beni provenienti dagli insediamenti e la sospensione del trasferimento, transito o trasporto di armi e carburante militare. L’obiettivo dichiarato è contrastare quella che viene descritta come un’“annessione di fatto” della Cisgiordania.
Tra gli strumenti proposti figura anche l’introduzione di obblighi di dichiarazione per i viaggiatori in possesso di documenti israeliani, con possibili controlli secondari nei porti di ingresso per coloro che hanno prestato servizio militare, sulla base delle normative relative ai crimini di guerra.
L’incontro, presieduto congiuntamente da Sudafrica e Colombia, rappresenta il più grande raduno del gruppo dalla sua istituzione nel 2025. Nella dichiarazione finale si afferma che i governi si trovano di fronte a una scelta tra “complicità o accondiscendenza”, sottolineando che le decisioni concrete saranno determinanti.
Le tensioni in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, sono aumentate dall’inizio della campagna militare israeliana a Gaza nell’ottobre 2023. I palestinesi considerano l’espansione degli insediamenti e le operazioni di sicurezza come passi verso una possibile annessione formale del territorio.
Nel luglio 2024, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito in una sentenza che l’occupazione israeliana dei territori palestinesi è illegale, chiedendo l’evacuazione degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
