(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 14 January 2026 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 14/01/2026, ore 11:33
Nota ai media!
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I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage http://www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web http://www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consiglieri.
Consiglio
Lavori Consiglio: Pensione generazionale, Drug checking
**Mozioni di Team K, Gruppo verde.** (Link foto e video seguono)
È ripresa questa mattina, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione delle proposte dell’opposizione nell’ambito della sessione di lavori di gennaio.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha presentato la Pensione generazionale dalla nascita: la previdenza pensionistica e come la pensione generazionale può prevenire la povertà nella terza età (presentata dai conss. Rieder, Köllensperger, Ploner F. e Ploner A. il 16/06/2025), con la quale chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (versione emendata) a istituire un gruppo di esperti ed esperte incaricato di verificare la fattibilità di un modello di pensione generazionale, effettuare i relativi calcoli, elaborare proposte e sviluppare un progetto globale che sarà poi trasmesso a tutti i rappresentanti politici e a tutte le rappresentanti politiche del Consiglio provinciale e presentato a tutti i consiglieri e a tutte le consigliere in occasione di un’audizione nella commissione legislativa competente. Rieder ha spiegato che ci si trova davanti a grandi sfide demografiche ed economiche che mettono a rischio la stabilità e la sostenibilità dell’attuale sistema pensionistico, e che il valore reale delle pensioni negli ultimi anni è diminuito del 17%. L’invecchiamento della popolazione e il calo dei tassi di natalità stanno mettendo a dura prova i sistemi di sicurezza sociale e richiedono urgentemente approcci innovativi: una “pensione generazionale”, strutturata in capitale iniziale alla nascita, erogazione in età pensionabile e versamenti regolari, definito con regole chiare, aiuterebbe non solo a contrastare i crescenti oneri finanziari del sistema pensionistico, ma anche a promuovere una distribuzione più equa delle risorse tra le generazioni. Essa si basa sul presupposto che la Provincia investa per ogni neonato un capitale che potrà essere utilizzato in seguito come previdenza pensionistica sicura. La proposta che il gruppo di esperti dovrebbe valutare prevede l’inclusione automatica dei bambini nati in provincia e il requisito della cittadinanza, un periodo minimo di residenza in provincia (ad esempio 30 anni) e un certo numero di anni di contributi previdenziali (almeno 20 anni), e prevede anche l’educazione finanziaria e della previdenza per la vecchiaia.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato che la versione originaria fosse stata emendata chiarendo chi ha diritto a questa possibilità, mentre prima non c’era differenza tra i nati in provincia e non. Egli condivideva una proposta adatta ai giovani, ma in questo modo si rinunciava alla promessa generazionale, ovvero la garanzia di avere un sostegno sulla base di quanto versato con contributi previdenziali. Bisognerebbe sganciarsi dal sistema statale e poter istituire un sistema altoatesino. Il benessere della provincia deriva da chi ha lavorato tanto in passato, ed è vergognoso che ora molti non possano arrivare a fine mese.
Sandro Repetto (Partito Democratico), complimentandosi per la proposta, ha fatto riferimento al sistema di versamenti fin dalla nascita e alla flessibilità prevista; questo è già possibile nell’ambito del Pensplan, ed è stato creato un sistema regionale di previdenza complementare. Va bene un gruppo di esperti, ma non una gestione individuale: va sostenuto il pensplan e tutto ciò che ha un controllo reale e pubblico sugli investimenti. Per garantire l’equilibrio del sistema previdenziale vanno evitate elusioni contributive e garanzie di aumento dei redditi.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato la discussione in merito in Consiglio regionale, e il fatto che era stato fatto presente il rischio di un collasso delle pensioni, tanto che lo stesso presidente dell’INPS aveva parlato di un buco finanziario. L’unica salvezza è un sistema pensionistico proprio; la proposta è sensata ma bisogna ampliarla. Ci vorrebbe una politica della famiglia ottimale e il contrasto alla povertà della terza età e alla tendenza negativa delle famiglie monoparentali.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha sottolineato che con il sistema attuale molte persone dovranno vivere sotto il proprio standard di vita, in futuro, e ci saranno tanti casi sociali. In particolare i giovani avranno difficoltà. Pertanto è importante pensare a entrate aggiuntive per la terza età: al momento il sistema di pensione integrativa, in Italia, non funziona per via di rendite deludenti. In Consiglio regionale era stata discussa e approvata una proposta simile dell’ass. Daldoss attraverso Pensplan e Laborfonds e anche mettendo da parte qualcosa per le generazioni future. La proposta di Rieder è certamente sensata e basata su calcoli, si parla di un contributo di 5.000 e per ogni nato, con dettagli che saranno elaborati da esperti.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto sensato riflettere sull’argomento, aggiungendo che chiunque si sia fatto fare i calcoli della pensione futura rimane spaventato dalla cifra che percepirà in futuro: si prospetta la povertà nella terza età, e anche la possibilità mdi risparmio è minima, stanti i costi della vita e della casa. Compito della politica è agire in anticipo, senza aspettare i problemi.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha sottolineato che il tema non riguarda solo la provincia di Bolzano, e parlato di un sistema non più finanziabile; anche in Germania è in corso un dibattito. Un confronto sul tema è importante, a partire da contributi fin dalla nascita; sul tema si arriva in ritardo e si sarebbe dovuto agire prima, Vanno considerati anche gli anni dedicati all’educazione dei figli.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirthanderlan) ha fatto riferimento al coraggio di affrontare il tema e al fatto che la crescita della popolazione si deve soprattutto alla presenza di stranieri, aggiungendo che non bisogna premiare quest’ultimi.
L’ass. Rosmarie Pamer ha ringraziato per la proposta che riguarda un problema importante, e sostenuto che il sistema contributivo attuale porta a un rischio povertà in età anziana, soprattutto per le madri che hanno dedicato anni all’educazione dei figli. Se si decide di adottare misure, devono essere sensate e a lungo termine. In quanto alla proposta di pensione generazionale, essa è stata approfondita dal suo Dipartimento in varie forme e modelli, a partire dal capitale generazionale quale nuovo sistema di finanziamento che si basa su azioni e può essere critico. L’attuale sistema pensionistico in Italia si basa sul patto generazionale, esso sarebbe integrato con una componente di capitalizzazione. L’autonomia permette integrazioni e la Regione svolge un ruolo importante, ai fini integrativi, con varie modalità, compresi fondi pensioni aperti e piani pensionistici individuali, nonché iniziative di finanziamento con contributi a determinate categorie, e anche il bonus per nuovi nati di recente introduzione: 11.129 persone hanno aderito a questa iniziativa, di cui 7.234 solo in Alto Adige. In base alla legge regionale 3/97, viene previsto un comitato di sviluppo di esperti che si occupa del tema: l’ass. Daldoss ha riferito che si sta istituendo il gruppo di esperti per elaborare misure integrative. È opportuno lasciar lavorare questo gruppo: per questo, e non perché si è contrari alla proposta, si respingerá la mozione. Rieder ha ringraziato per gli interventi e per i numeri forniti dall’assesora, che dimostano quanto il tema stia a cuore alle persone: pertanto, un gruppo di esperti sarebbe opportuno anche in provincia. Ha criticato che a livello regionale una previsione dle 1997 venga attuata solo ora. Sandro Repetto ha chiesto di straölciare dalle premesse, a pagina 8, le parole “gestito individualmente” relative a “fondo pensione”. Messa in votazione per votazione nominale, la mozione è stata respinta con 16 sì, 16 no e 2 astensioni.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha quindi illustrato la Il drug checking in Alto Adige (presentata dai conss. Oberkofler, Foppa e Rohrer il 28/10/2025), con la quale chiedeva di incaricare la Giunta 1. di attivare, in collaborazione con il Forum Prevenzione, i servizi giovani, i servizi per le dipendenze (Ser.D.), le strutture di streetwork, la direzione sanitaria e le principali parti interessate, un servizio di drug checking in Alto Adige; 2. di ampliare l’offerta di consulenze per le categorie a rischio e di fornire il servizio di drug checking in stretta combinazione con una consulenza individuale e con misure di sostegno psicosociale; 3. di garantire una valutazione periodica delle misure di prevenzione e di drug checking, con un rapporto annuale sui gruppi target che ne hanno usufruito, sul numero di analisi svolte, sulla frequenza dei risultati a rischio e sugli effetti ottenuti in termini di scelte di consumo e indicatori della salute; 4. di istituire un sistema di allerta precoce per le sostanze pericolose, al fine di riconoscere in anticipo le sostanze potenzialmente letali e allertare tempestivamente i consumatori attraverso canali idonei (siti web, social media, organizzatori di eventi, scuole, centri specializzati); 5. di potenziare l’attività di sensibilizzazione sui rischi derivanti dal consumo di droghe, in particolare nelle scuole, nei centri giovanili e nei contesti ricreativi, affrontando anche le nuove tendenze e i comportamenti a rischio. Il drug checking, ha spiegato Oberkofler, è un servizio a bassa soglia che consente di far analizzare in forma anonima i campioni di droga in modo da identificarne gli ingredienti e verificarne la purezza. Si tratta di una misura che si è dimostrata efficace nell’ambito della riduzione del danno e della prevenzione. Esso è stato introdotto per la prima volta in Olanda già negli anni ’90 e viene oggi offerto in diversi Paesi europei, tra cui Italia (Piemonte in primis), Austria, Svizzera, Slovenia, Spagna, Portogallo e Francia; l’esperienza dimostra che esso non aumenta l’uso di sostanze,ma puó funzionare come deterrente. Il consigliere ha informato inoltre che il consumo di droghe con le conseguenze che esso comporta sono un fenomeno sociale anche in Alto Adige: nel 2023 i servizi per le dipendenze della Provincia (Ser.D.) hanno fornito assistenza a 2.188 persone con problemi di tossicodipendenza, pari a 40,7 pazienti ogni 1.000 abitanti; si tratta di un aumento di oltre il 36% rispetto al 2022 (1.603 persone), a dimostrazione dell’urgente necessità di adottare misure di prevenzione, informazione e riduzione del danno.
Franz Ploner (team K) ha sottolineato il valore del drug checking nell’ambito della prevenzione, come confermato da un esperto del Governo federale tedesco; anche a Innsbruck ci si è attivati in questo senso: il sistema permette al consumatore di sapere cosa è contenuto nelle sostanze, per esempio Fentanil. L’esperienza della Svizzera ha dimostrato che si riducono i danni e si aumenta la sopravvivenza. Tuttavia, c#è un problema riguardo alla legge relativa agli stupefacenti, perché se qualcuno consegna la sostanza c’è l’obbligo di segnalazione, e quindi decade l’anonimato.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha sostenuto la mozione, che ha un intento preventivo piuttosto che punitivo. Vanno fatte una valutazione dei costi e una progettazione solida, e sarebbe interessante coinvolgere la Provincia di Trento, lavorando in una rete interconnessa, e stabilire un rapporto di collaborazione con il laboratorio specifico della Caserma Guella di Laives.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che nel suo gruppo ci sono posizioni diverse, e annunciato voto a favore. Il tema la interessa, ed è contatto col SERD, che apprezza che ci si confronti sul tema in Consiglio. Ha però aggiunto che un’attesa di 3 giorni è troppo lunga, l’eventuale consumatore deve avere una risposta più rapida, e che un centro di analisi deve essere non solo a Bolzano, ma in loco, con accesso a bassa soglia. Non bisogna, inoltre, far passare il messaggio che si è a favore del consumo di droghe. Va detto che, dove è stata introdotta, questa possibilità viene usata poco, e considerato che qui si spenderebbe per delle analisi mentre ci sarebbe bisogno di finanziare anche altri interventi: tuttavia, qui effettivamente si tratta di salvare delle vite.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha annunciato voto a favore, sottolineando il valore della prevenzione, che comporterebbe anche investimenti maggiori nel movimento., nelle relazioni e nei contatti sociali.
La migliore prevenzione è non assumere droga, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) annunciando astensione e rilevando i limiti della misura; chi consuma droga sono o insospettabili professionisti, che non ricorreranno a questa offerta perché significa far sapere che si consumano droghe, o persone in situazione di emarginazione, che non si recheranno a Bolzano per far controllare la droga. Chi è dipendente non attende tre giorni; come viene poi comunicato il risultato? Infine, da un lato non si finanziano prestazioni sanitarie importanti, dall’altro si finanzierebbe una simile misura.
L’ass. Hubert Messner ha ringraziato Oberkofler per la mozione, dicendosi d’accordo con le premesse. In quanto alla prevenzione, essa viene attuata in provincia attivamente e a diversi livelli, coinvolgendo le scuole, il sistema sanitario, servizi di consulenza. Secondo l’ordinamento amministrativo italiano, rientra nelle competenze delle aziende sanitarie attuare misure di riduzione dei danni, e la relativa delibera di Giunta considera già il drug checking nel servizio per le dipendenze, insieme a consulenza e a un sistema di allerta preventiva.Vero è che ci sono problemi giuridici, e che la legge sugli stupefacenti rende difficile procedere in modo anonimo; dell’attuazione della delibera si sta occupando un gruppo di lavoro. La mozione è uno stimolo ad agire, ma la delibera lo prevede già dal 2023. Oberkofler ha ringraziato per la discussione e ritenuto che l’offerta dovrebbe effettivamente essere diffusa sul territorio; ha poi evidenziato il valore di un sistema d’allerta precoce. Vero è che non molti porterebbero le proprie sostanze stupefacenti a far analizzare, ma anche in quei pochi casi sarebbe possibile far partire un’allerta. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 14 sì, 17 no e 2 astensioni, il punto 1. con 12 sí, 17 no e 4 astensioni, il 2. con gli stessi numeri, il 3. Con 13 sì, 17 no e 3 astensioni, il 4. con gli stessi numeri, il 5. Con 14 sí, 17 no e 2 astensioni.
(continua)
**MC**
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