(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 22 January 2026 Nota di Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) sul question time
a Palazzo Cesaroni
(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 – “Ogni volta che l’opposizione
prova ad approfondire l’operato della Giunta regionale, viene
immediatamente evocata la magistratura, come se il legittimo esercizio
del controllo politico fosse qualcosa di sospetto o addirittura da
delegittimare. Un metodo che rischia di trasformare il richiamo alle
toghe in uno strumento di intimidazione politica”. Lo afferma il
consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei,
riferendosi all’interrogazione presentata in Aula sulla vicenda del
“finanziamento regionale concesso a una società riconducibile al
marito della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti,
nell’ambito del bando per il sostegno agli investimenti delle
imprese ricettive”.
“Richiamare sistematicamente la magistratura – sottolinea
Giambartolomei – ogni volta che l’opposizione pone domande scomode
equivale a tentare di mettere un bavaglio al confronto democratico. È
un atteggiamento che nulla ha a che vedere con la trasparenza e che
finisce per svilire il ruolo stesso del Consiglio regionale. Il tema
sollevato da Fratelli d’Italia non è giuridico, ma squisitamente
politico e istituzionale. Chiedere chiarimenti, pretendere trasparenza
e interrogarsi sull’opportunità di determinate scelte quando sono
coinvolti soggetti legati ai vertici dell’istituzione regionale non
è diffamazione, ma l’essenza stessa del ruolo
dell’opposizione”.
Giambartolomei ricorda che “è un fatto oggettivo e documentato che
la società Hotel Los Angeles S.a.s. abbia presentato domanda il 22
marzo 2025, beneficiando della proroga decisa dalla Giunta, e che
dalla graduatoria definitiva risulti destinataria di un contributo
pubblico pari a 226.257 euro. Nessuno contesta il diritto di
un’impresa a partecipare a un bando pubblico – precisa il
consigliere di opposizione – ma è doveroso chiedere se la
Presidente fosse a conoscenza della presentazione della domanda da
parte di una società riconducibile al proprio ambito familiare e se
abbia preso parte a decisioni di Giunta che hanno inciso direttamente
sulle condizioni del bando stesso. Colpisce – aggiunge – che su
vicende analoghe, in passato, gli stessi schieramenti che oggi
governano la Regione abbiano costruito campagne politiche durissime,
chiedendo dimissioni sulla base di presupposti molto meno rilevanti.
Oggi invece si tenta di chiudere il dibattito evocando la
magistratura. Un evidente doppio standard. Trasparenza, correttezza e
una netta separazione tra ruoli istituzionali e interessi privati –
conclude Giambartolomei – sono principi non negoziabili. Richiamare
la magistratura non può e non deve diventare un espediente per
sottrarsi al confronto politico e per zittire l’opposizione. Le
domande restano e meritano risposte chiare”. RED/mp
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81876
————– parte successiva ————–
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