(AGENPARL) - Roma, 9 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 09 January 2026 EUROPA: BRUNETTA, FINALMENTE DIVENTI UN VERO ATTORE PROTAGONISTA
“Di fronte al caos globale che stiamo vivendo, da Caracas a Teheran alla Groenlandia, mi chiedo quale possa essere la strada per il futuro. Unendo tutti i ‘puntini’ negativi di un quadro così distopico, come esito di un’eterogenesi dei fini ne potrebbe venir fuori un sentiero potenzialmente positivo. A una sola condizione, che l’Europa finalmente diventi una potenza, diventi uno Stato federale, diventi un vero attore protagonista”. Così il presidente del CNEL Renato Brunetta su Radio Radicale, per la rubrica ‘Rivoluzione in corso’. “Sulla vicenda venezuelana – ha proseguito Brunetta – la cosa più chiara è che gli Stati potenza si comportano tutti alla stessa maniera: difendono le loro aree di influenza e i loro interessi. Ma gli Stati potenza non sono tutti uguali. Ci sono gli Stati potenza democratici e gli Stati potenza autoritari. Gli Stati potenza democratici hanno in sé gli elementi di assorbimento delle ragion di Stato negative. Hanno gli anticorpi della democrazia, della trasparenza, delle istituzioni, delle elezioni, del consenso popolare. Laddove, invece, gli Stati potenza non democratici non hanno questi anticorpi, le loro nefandezze sono nefandezze in purezza. Se in America il Senato sul Venezuela ha messo sotto Trump, sostanzialmente limitando la sua sfera d’azione, questo è il senso di una democrazia parlamentare. Ci saranno poi le elezioni di metà mandato e anche in questo caso la democrazia potrà far sentire la propria voce. Un altro puntino: la riunione dei Volonterosi a Parigi. È stato un segnale importante, così come le dichiarazioni sulla necessità che l’Europa parli direttamente con la Russia. Bene anche l’andare avanti sul Mercosur. E la possibilità di un accordo dell’Europa con l’India, il cui PIL ha superato recentemente quello del Giappone. Perché il multilateralismo paga, ci rende più democratici, più liberi, più ricchi. E poi la Groenlandia: occupiamoci un po’ di più della Groenlandia, come Europa e come Nato, visto che in tutti questi anni non lo abbiamo fatto, occupiamocene magari facendo star meglio i suoi abitanti, facendo i giusti investimenti. L’ultimo puntino riguarda l’Iran. Se alla fine si riuscisse a mandare a casa quella teocrazia nefanda, che alimenta il terrorismo in tutto il mondo, ecco che l’Europa dovrebbe avere un grande ruolo nella ricostruzione democratica del Paese e dell’intero quadrante mediorientale”.
Ufficio Stampa
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