(AGENPARL) - Roma, 2 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 02 January 2026 La sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 29 dicembre 2025 segna una bocciatura netta dell’operato del Comune di Bologna in materia di locazioni brevi.
“Questa sentenza certifica un problema grave che denunciamo da tempo – commenta Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare -. Il Comune ha costruito un racconto pubblico fondato sulla partecipazione e sul coinvolgimento, ma quando si è trattato di assumere decisioni concrete ha bypassato il confronto con i proprietari e le scelte adottate si sono rivelate sbagliate. Minimizza quanto accaduto, ma i giudici hanno annullato l’intero impianto regolatorio e hanno accertato la violazione delle garanzie di partecipazione previste dalla legge regionale”. L’introduzione della nuova categoria urbanistica B3, che ha imposto ai proprietari il cambio di destinazione d’uso, e l’obbligo dell’alloggio minimo di 50 metri quadrati nel centro storico sono stati inseriti solo nella fase finale del procedimento, senza una nuova pubblicazione e senza consentire ai soggetti interessati di intervenire. Un vizio procedurale ritenuto decisivo dal Consiglio di Stato, che rende oggi quelle norme illegittime e come se non fossero mai entrate in vigore.
“La sentenza – continua Zanni – chiarisce, inoltre, che non si è trattato di semplici correzioni tecniche, ma di scelte con un impatto economico e sociale rilevante, capaci di incidere su un intero segmento di mercato e sul patrimonio immobiliare di migliaia di famiglie”. Proprio per l’illegittimità delle modifiche introdotte, sono stati annullati anche i provvedimenti con cui il Comune aveva dichiarato inefficaci le SCIA presentate. Con l’annullamento della normativa, torna ora possibile presentare richieste di avvio di attività di locazione breve secondo le regole precedenti.
Secondo Confabitare, associazione proprietari immobiliari, le conseguenze di questa gestione sono oggi evidenti e non più negabili. “Ci sono proprietari che hanno rispettato regole poi dichiarate illegittime, hanno avviato pratiche per la B3 e hanno speso migliaia di euro tra diritti comunali e parcelle professionali – aggiunge Zanni -. Altri scoraggiati da regole poco chiare, non hanno avviato l’attività di locazione breve e hanno subito un mancato incasso. In entrambi i casi il danno è concreto, ed è stato prodotto da decisioni sbagliate del Comune”.
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