(AGENPARL) - Roma, 27 Dicembre 2025(AGENPARL) – Sat 27 December 2025 CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA
COMUNICATO STAMPA 27 DICEMBRE 2025
EXPORT – Freno a mano tirato per le esportazioni sarde: -17,5%
rispetto al 2024. Crollo delle Pmi: -29,8%. Giacomo Meloni (Presidente
Confartigianato Sardegna): “Le piccole imprese faticano a mantenere le
posizioni sui mercati esteri. Necessario accompagnarle e farle
crescere”.
L’export manifatturiero della Sardegna ha tirato il freno. Le vendite
di prodotti sardi all’estero, come alimentari, legno, mobili, tessili,
prodotti in metallo, abbigliamento, gioielli ma anche benzine e
prodotti della raffinazione, nella dinamica semestrale, fanno segnare
un preoccupante -17,5% rispetto allo stesso periodo del 2024,
condizione che pone la regione all’ultimo posto della classifica
nazionale aperta dalla Toscana con +12,4%, Abruzzo con +10,2% e
Campania con +.2,2%, contro il +2% nazionale. Da sottolineare che
questi trend sono condizionati positivamente dalle vendite di prodotti
farmaceutici.
Per l’Isola, l’andamento non cambia se si prendono in considerazione
le esportazioni delle micro, piccole e medie imprese; il dossier,
infatti, segnala un -29,8% delle vendite sarde (sempre rispetto al
2024) in una classifica aperta dal Lazio (+7,8%) e Umbria (+6,8%)
contro la media nazionale di -1,2%.
I dati arrivano dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese, su fonte ISTAT del primo semestre 2025, sulle
vendite dei prodotti sardi all’estero.
Nei vari settori balzo in avanti per la moda sarda che fa segnare un
+0,8% contro una media nazionale del -3,8%. Questa classifica è aperta
del +8.4% dell’Umbria e chiusa dal -44,9% del Molise. Positivo anche
l’andamento delle vendite della meccanica isolana con un +4,9%, nella
classifica aperta dalla Toscana con +11,1%, chiusa dalla Valle D’Aosta
contro una media nazionale del -1,8%.
L’analisi mette anche in evidenza il positivo andamento delle
esportazioni sarde verso la Germania, con +83,1%, exploit che pone
l’Isola al secondo posto dopo il Friuli con +93,7% e una media
nazionale del +2,3%.
Al contrario le brutte notizie arrivano dalle vendite in Cina; le
esportazioni manifatturiere verso l’estremo Oriente segnano un -58.3%
con l’Isola che si piazza all’ultimo posto in una classifica che vede
l’Italia in frenata del 14%.
“L’andamento dell’export manifatturiero della Sardegna nel primo
semestre dell’anno evidenzia una fase di forte rallentamento che
merita attenzione – commenta Giacomo Meloni, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – la nostra regione mostra infatti
una dinamica meno brillante rispetto al resto del Paese, segnalandosi
come una delle realtà più penalizzate nella competizione
internazionale”. “Una tendenza che preoccupa – aggiunge Meloni –
soprattutto perché coinvolge non solo i grandi comparti produttivi, ma
anche le micro, piccole e medie imprese, tradizionalmente il cuore
dell’economia sarda, che faticano a mantenere posizioni sui mercati
esteri”.
“La fotografia complessiva suggerisce quindi – aggiunge Meloni – la
necessità di un rinnovato impegno a sostegno
dell’internazionalizzazione, con azioni mirate a rafforzare la
competitività delle imprese, consolidare i mercati già presidiati e
individuare nuove traiettorie di sviluppo”. “Serve – rimarca –
rifinanziare le missioni all’estero e le iniziative innovative per
accompagnare sui mercati internazionali l’artigianato e le piccole
imprese – rimarca – solo così sarà possibile invertire la tendenza e
riportare l’export sardo su un percorso di crescita stabile e
sostenuta”.
In tutto questo Confartigianato Sardegna ricorda come, secondo gli
ultimi dati disponibili del 2021, siano solo 633 le aziende sarde che
hanno piazzato i propri prodotti all’estero. Infatti, appena lo 0,6%
delle attività imprenditoriali isolane ha intrapreso rapporti
commerciali con l’Europa e il resto del Mondo, classificando la
Sardegna al quart’ultimo posto in Italia tra le regioni esportatrici.
“Purtroppo le aziende sarde che hanno intrapreso la via dell’export
sono ancora troppo poche – sottolinea il Presidente di Confartigianato
Sardegna- e i numeri posizionano l’Isola in fondo alla classifica
nazionale. Auspichiamo che il sistema imprenditoriale e le Istituzioni
lavorino insieme per far crescere sia i numeri delle realtà che
vogliono puntare sui mercati esteri e accrescere il proprio giro
d’affari”.
Per Confartigianato Sardegna, inoltre è necessario prevedere un fondo
esclusivamente dedicato all’export delle micro e piccole imprese e
servono soprattutto modalità operative semplificate.
“Un valido strumento è senza dubbio la figura del Digital Temporary
Export Manager, che va ulteriormente rafforzata poiché consente di non
caricare costi strutturali sulle piccole imprese e può rappresentare
un’interfaccia formativo per risorse interne all’azienda – conclude
Meloni – è infatti importante consentire alle MPI di camminare sulle
proprie gambe, anche al fine di poter approfittare delle occasioni
offerte dall’incremento del commercio digitale. Sarà necessario
incentivare l’utilizzo di questo strumento ed estenderlo anche alle
ditte individuali e società di persona”.
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