(AGENPARL) - Roma, 16 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 16 December 2025 Buongiorno,
invio il seguente comunicato Stampa da parte di ALI.
Comuni montani, ALI: il Governo divide il Paese e colpisce
l’Appennino. Così si smantella una politica nazionale per le aree
interne
«La proposta di riclassificazione dei Comuni montani che il Governo si
appresta a presentare in Conferenza Unificata rappresenta un errore
grave, sia nel metodo sia nel merito. Un errore che rischia di produrre
un danno strutturale a centinaia di comunità, in particolare lungo
l’Appennino, e di compromettere definitivamente ogni idea di coesione
territoriale nel nostro Paese».
Lo dichiara Massimiliano Presciutti, Vicepresidente nazionale di ALI –
Autonomie Locali Italiane, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della
Provincia di Perugia, alla vigilia della riunione della Conferenza
Unificata di giovedì prossimo, nella quale il Governo illustrerà
ufficialmente la proposta di revisione dei criteri di classificazione
dei Comuni montani.
«Siamo di fronte a una scelta che riduce la montagna a una questione
puramente altimetrica e morfologica, ignorando deliberatamente le
condizioni reali in cui vivono le persone, la fragilità dei servizi, le
difficoltà di accesso, lo spopolamento, la marginalità economica e
sociale. È una visione tecnocratica e miope che, mentre non aggiunge un
euro in più, cancella con un tratto di penna decenni di politiche, pur
imperfette, orientate a riconoscere la specificità dei territori montani
e interni».
Secondo Presciutti, «l’operazione messa in campo dal ministro Calderoli
non serve a rafforzare la montagna, ma a ridurre platee e risorse, con
il prelievo fatto alle regioni, scaricando sui Comuni il peso di una
redistribuzione implicita che nessuno ha il coraggio di dichiarare
apertamente. Si crea una competizione artificiale tra territori, si
mettono i sindaci gli uni contro gli altri e si spacca il Paese tra chi
resta “dentro” e chi viene escluso, senza alcuna valutazione seria
dell’impatto che questa scelta avrà sui diritti di cittadinanza».
«Colpire l’Appennino come avverrebbe – prosegue il vicepresidente di ALI
– significa colpire l’ossatura stessa dell’Italia. Qui la montagna non è
solo quota o pendenza, ma presidio umano, cura del territorio,
prevenzione del dissesto idrogeologico, tutela del paesaggio, coesione
sociale. Escludere centinaia di Comuni da strumenti e risorse dedicate
vuol dire accelerare lo spopolamento, indebolire i servizi essenziali e
rendere irreversibile il declino di aree già fragilissime».
«Una legge sulla montagna dovrebbe servire a rafforzare le comunità che
la abitano, investendo, non a ridisegnare confini amministrativi per
esigenze di bilancio. I criteri devono essere compositi, tenere insieme
dati geografici e indicatori socio-economici, qualità e accessibilità
dei servizi, condizioni infrastrutturali, dinamiche demografiche. Ogni
altra strada è una scorciatoia che produce diseguaglianze».
«Chiediamo al Governo di fermarsi – conclude Presciutti – e di aprire un
confronto vero con le rappresentanze istituzionali. In Conferenza
Unificata a nostro giudizio sull’impianto che Calderoli ha anticipato e
vorrebbe proporre non può esserci un’intesa».
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