
(AGENPARL) – Fri 29 August 2025 *Fondo nazionale per il consumo di suolo, la Regione Umbria investe i 3,8
milioni di euro nell’adattamento climatico: foreste urbane nelle città
contro impermeabilizzazione e isole di calore*
(aun) – Perugia, 29 agosto 2025 – Via all’impermeabilizzazione dei suoli
che causano alluvioni lampo, riduzione delle isole calore,
decementificazione e bonifica delle aree inquinate attraverso progetti di
forestazione urbana. La Regione Umbria stanzia 3,8 milioni di euro per la
rinaturalizzazione urbana attravero la delibera N. 837 del 27 agosto 2025.
“Un atto cruciale per il contrasto al consumo di suolo e l’avvio della
programmazione di interventi in ambito urbano e periurbano per la
rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado. Un passo
concreto verso un’Umbria più verde, resiliente e attenta al suo ambiente”
dichiara l’assessore all’ambiente e all’energia Thomas De Luca.
La delibera dà attuazione al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della
Sicurezza Energetica n. 2 del 2 gennaio 2025, che ripartisce le risorse del
“Fondo per il contrasto del consumo di suolo”, istituito dall’articolo 1,
comma 695 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023).
per il periodo di programmazione 2023-2027. Questi fondi saranno destinati
agli enti locali umbri come Comuni, Province e Unioni dei Comuni per
finanziare progetti di rinaturalizzazione. Uno strumento concreto per
trasformare aree degradate in spazi verdi pubblici, migliorando la qualità
della vita dei cittadini e rafforzando la resilienza dell’ambiente. Un
investimento per il futuro e la salute dell’ecosistema, coerente con gli
obiettivi della Strategia dell’UE per il suolo 2030 che punta al consumo di
suolo netto pari a zero.
“Attraverso i criteri che abbiamo definito – spiega l’assessore De Luca
– vogliamo invertire quel processo di cementificazione che ha causato
l’impermeabilizzazione e il degrado del suolo, ripristinando le aree
compromesse e trasformandole in spazi verdi fruibili e ad uso pubblico.
Questi interventi sono cruciali per l’adattamento climatico del nostro
territorio. La rinaturalizzazione, attraverso l’incremento di spazi verdi,
favorisce la riattivazione dei servizi ecosistemici annullati
dall’impermeabilizzazione, dalla compattazione, dall’erosione e dal
deterioramento”.
Si tratta di misure dirette per la mitigazione del fenomeno delle isole
di calore urbano e azioni concrete che consentiranno un considerevole
aumento dell’infiltrazione delle acque meteoriche; porteranno a un
miglioramento della qualità dell’aria grazie all’assorbimento dell’anidride
carbonica e al rilascio di ossigeno; contribuiranno alla riduzione
dell’assorbimento di calore delle superfici urbane, offrendo ombreggiamento
e frescura nei periodi caldi e migliorando il microclima nei dintorni delle
nuove aree verdi.
Il Fondo mira specificamente a finanziare interventi di
decementificazione e bonifica. Tra le lavorazioni ammissibili rientrano la
de-impermeabilizzazione di superfici artificiali o di suoli compattati che
prevedono il ripristino della struttura e della funzionalità ecologica del
suolo esistente; la demolizione di piccoli manufatti edilizi, piazzali e
strade (le demolizioni di grandi manufatti sono ammesse solo con
cofinanziamento) per liberare il suolo dal cemento e dall’asfalto. E ancora
lavorazioni del terreno come riprofilatura o modellazione per drenaggio
superficiale, integrazione e arricchimento del suolo garantendo uno
spessore finale di almeno 50 centimetri; piantumazioni di vegetazione
arborea e arbustiva autoctona secondo le prescrizioni di riforestazione
urbana; impianti irrigui in sub-irrigazione e sistemi di recupero delle
acque meteoriche (laghetti, cisterne, serbatoi); formazione di settori per
la coltivazione di ortaggi (orti pubblici, botanici); opere accessorie per
arredo e sicurezza, nel limite del 10% dell’importo dei lavori; azioni non
strutturali di carattere gestionale, anche a fini educativi e ricreativi.
La selezione dei progetti avverrà attraverso un bando pubblico e un
processo di valutazione articolato in tre fasi: valutazione di priorità
regionale (0-12 punti) condotta dalla Regione Umbria; istruttoria tecnica
(0-9 punti) a cura delle Autorità di Bacino Distrettuali dell’Appennino
Centrale e dell’Appennino Settentrionale in accordo con la Regione Umbria;
valutazione della significatività ambientale (0-9 punti) effettuata dalla
Direzione generale competente per la materia suolo del MASE, con il
supporto di ISPRA e la collaborazione della Regione e delle Autorità di
Bacino. Il bando è rivolto agli enti locali e saranno ammissibili progetti
di importo compreso tra un minimo di 50 mila euro e un massimo di 2 milioni
di euro.
“Sono profondamente convinto che questa iniziativa rappresenti un
investimento strategico per il benessere della nostra comunità e per la
tutela del nostro prezioso ambiente. Un passo fondamentale per contrastare
il consumo di suolo e promuovere la rinaturalizzazione dei nostri
territori” conclude l’assessore Thomas De Luca.