
La Repubblica Serba (RS) non terrà elezioni anticipate, come richiesto dalla Commissione elettorale centrale (CEC), ma un referendum sulla legittimità delle decisioni prese contro il suo presidente, Milorad Dodik. Lo ha ribadito il portavoce dell’SNSD, Radovan Kovačević, in una dichiarazione all’agenzia di stampa Srna.
La CEC aveva fissato le elezioni anticipate per il 23 novembre, a seguito della revoca del mandato di Dodik, ma l’Assemblea nazionale della RS ha respinto questa decisione il 22 agosto. Al suo posto, ha stabilito che si terrà un referendum il 25 ottobre.
Il quesito referendario e il rifiuto di Schmidt
Il referendum, secondo Kovačević, rappresenta un “grande NO a Schmidt, alla CEC e alla magistratura incostituzionale”. Il quesito referendario chiede ai cittadini: “Accettate le decisioni dello straniero non eletto Kristijan Šmit e le sentenze della Corte incostituzionale della Bosnia-Erzegovina emesse contro il Presidente della Republika Srpska, nonché la decisione della CEC di revocare il mandato del Presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik?”.
La mossa del governo della RS è un’escalation della sua sfida alle istituzioni centrali della Bosnia ed Erzegovina e all’Alto rappresentante Christian Schmidt, la cui autorità è contestata da Dodik. Kovačević ha concluso affermando che la RS dirà “un grande SÌ alla Republika Srpska” e che le elezioni si terranno l’anno prossimo, come previsto.