(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2025 - Sarajevo – Il portavoce dell’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), Radovan Kovačević, ha duramente criticato Nebojša Vukanović, accusandolo di agire contro gli interessi del popolo serbo e della Republika Srpska dopo aver ottenuto, secondo Kovačević, un sostegno marginale da parte degli elettori serbi e un appoggio politico decisivo da parte della componente bosgnacca.
“Alle elezioni ha ottenuto un misero 1,5% dei voti dei serbi e dei cittadini della Republika Srpska. Poi, con l’appoggio assoluto dei bosniaci, è diventato ministro in rappresentanza dei serbi e della Repubblica Serba. E improvvisamente è diventato forte. O forse sta solo saldando un debito. Ora minaccia sia i serbi che i croati. Triste, sfortunato”, ha scritto Kovačević sulla piattaforma “Iks” (X).
Il commento del portavoce SNSD arriva in risposta alle recenti dichiarazioni di Vukanović, che in un’intervista rilasciata ai media della Federazione ha affermato che “il destino di Dragan Čović sarà lo stesso di Milorad Dodik, se continua così”, alludendo a possibili conseguenze politiche o giudiziarie per i leader dei partiti croato e serbo della Bosnia-Erzegovina.
Tensioni tra i rappresentanti dei tre popoli costituenti
Il duro botta e risposta si inserisce in un clima politico sempre più acceso in Bosnia-Erzegovina, dove le divergenze tra i rappresentanti delle comunità serba, croata e bosgnacca rischiano di minare ulteriormente la già fragile coesione interna del Paese.
Mentre Vukanović è stato recentemente nominato ministro con l’appoggio della coalizione che comprende partiti bosgnacchi, il suo atteggiamento critico verso i vertici politici della Republika Srpska e della comunità croata ha attirato forti reazioni, come quella di Kovačević.
“Questa non è rappresentanza legittima dei serbi, ma una caricatura istituzionale in cui si usano i serbi che non hanno consenso popolare per colpire altri serbi e i croati”, ha aggiunto Kovačević in dichiarazioni successive.
Un conflitto interno al campo serbo?
L’affermazione che Vukanović agisca per “ripagare un debito” ai bosgnacchi suggerisce, secondo l’SNSD, una strumentalizzazione della rappresentanza serba a livello statale, in cambio del sostegno politico ricevuto. Una visione che acuisce le fratture già esistenti tra l’opposizione e la maggioranza politica della Republika Srpska.
L’episodio conferma l’estrema polarizzazione del panorama politico bosniaco, dove la lotta tra visioni opposte sulla struttura statale, la rappresentanza e la sovranità delle entità rischia di trasformare ogni nomina o dichiarazione in una miccia politica.
