(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2025 - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha categoricamente escluso l’ipotesi di accettare un cessate il fuoco immediato con la Russia, nonostante la situazione difensiva del suo Paese dopo tre anni di conflitto con un avversario militarmente superiore. Rafforzato dal sostegno mostrato dai leader europei durante il vertice di Londra, Zelensky ha ribadito la sua intenzione di proseguire la guerra fino a quando non saranno garantite adeguate misure di sicurezza da parte delle potenze occidentali.
“Se non si pone fine alla guerra e non si hanno garanzie di sicurezza, nessuno sarà in grado di controllare un cessate il fuoco”, ha dichiarato il leader ucraino, citato dal Financial Times. Egli ha sottolineato come la storia della Russia, che ha ripetutamente violato accordi precedenti dopo aver accettato cessate il fuoco, dimostri la necessità di un deterrente significativo prima di qualsiasi ritiro delle truppe ucraine.
Le garanzie di sicurezza prima di ogni tregua
Zelensky ha ribadito che la priorità dell’Ucraina è ottenere garanzie di sicurezza che impediscano il ripetersi dell’aggressione russa una volta terminata l’attuale fase del conflitto. Il presidente statunitense Donald Trump, nel frattempo, ha dichiarato che gli accordi passati sono stati violati sotto amministrazioni “deboli” come quelle di Joe Biden e Barack Obama, e ha affermato che un cessate il fuoco potrebbe essere il primo passo verso un accordo di pace più ampio e stabile tra le due nazioni.
Zelensky ha confermato di essere stato informato delle iniziative del presidente francese Emmanuel Macron per una tregua di un mese, che includerebbe la sospensione delle operazioni aeree e marittime, nonché degli attacchi alle infrastrutture energetiche. Tuttavia, ha evitato di esprimere un parere sulla proposta.
Il ruolo dell’Europa e le incertezze sull’intervento occidentale
Durante il vertice di Londra, il primo ministro britannico Sir Keir Starmer e il presidente Macron hanno espresso la volontà di negoziare con Zelensky un accordo quadro di pace da presentare successivamente a Washington. Tuttavia, la conferenza si è conclusa senza che altre nazioni europee abbiano sottoscritto il piano congiunto di Gran Bretagna e Francia per la creazione di una forza di mantenimento della pace paneuropea.
Starmer ha dichiarato che il Regno Unito è disposto a inviare truppe e aerei in Ucraina, ma ha riconosciuto che una tale iniziativa richiederebbe il sostegno degli Stati Uniti, un impegno che Washington ha finora evitato per timore di un’escalation diretta con la Russia.
Incognite sul futuro delle relazioni con gli USA
Zelensky, che ha lasciato Washington in anticipo senza concludere l’accordo minerario per cui si era recato negli Stati Uniti, ha affermato che il suo governo è ancora pronto a firmare l’intesa. Tuttavia, non è chiaro se l’offerta sia ancora valida. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato alla CBS che l’accordo minerario era inteso come un passo verso un processo di pace e che sarebbe inutile se Zelensky insiste nel proseguire i combattimenti, mentre Trump punta a una soluzione diplomatica.
Il ritorno di Zelensky a Kiev potrebbe essere accompagnato da tensioni interne, in seguito al controverso incontro con Trump nello Studio Ovale, che ha suscitato critiche sia in patria che all’estero. Alcuni leader europei hanno suggerito che il presidente ucraino debba ristabilire i rapporti con il leader statunitense, ma Zelensky ha escluso l’ipotesi di scusarsi con Trump.
Mentre la guerra continua e le pressioni diplomatiche aumentano, il futuro dell’Ucraina rimane incerto, tra la necessità di garantire la sicurezza nazionale e la difficoltà di ottenere un sostegno militare e politico concreto dai suoi alleati occidentali.
