
Il vicepresidente degli Stati Uniti critica la deriva autoritaria del continente e sottolinea l’importanza della libertà di espressione
L’America ritiene “scioccante” l’allontanamento dell’Europa dai valori condivisi, mentre il continente si orienta sempre più verso la censura e si distacca dalla democrazia. Questo il messaggio forte lanciato dal vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ai leader europei in Germania, durante un duro discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
Vance ha paragonato il comportamento dell’Europa ai “cattivi” della Guerra Fredda, accusando il continente di ricorrere alla censura e di non riuscire a sostenere la democrazia. Parlando a una platea sbalordita, ha evidenziato che, nonostante l’ossessione dell’élite europea per la minaccia rappresentata da Russia e Cina, la vera minaccia per il continente è “interna”.
In un elenco snervante di fallimenti della libertà segnalati negli ultimi mesi dagli americani, Vance ha citato un’elezione annullata in Romania, minacce di repressione sui social media contro “contenuti odiosi” e persino cristiani arrestati per aver pregato in pubblico. Questi sviluppi, ha affermato, sono “scioccanti per le orecchie americane”.
Un monito per l’Europa
“Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è pubblicizzato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo le corti europee annullare le elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dobbiamo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi perché fondamentalmente penso che siamo nella stessa squadra. Dobbiamo fare di più che parlare di valori democratici, dobbiamo viverli”, ha dichiarato Vance.
Ha poi tracciato un parallelo con la Guerra Fredda: “Ora, nella memoria vivente di molti di voi in questa sala, la Guerra Fredda ha messo i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente. E considerate la parte in quella lotta che ha censurato i dissidenti, che ha chiuso le chiese, che ha annullato le elezioni. Erano i buoni? Certamente no. E grazie a Dio hanno perso la Guerra Fredda”.
Vance ha sottolineato che l’Unione Sovietica perse la Guerra Fredda perché non dava valore alle “benedizioni della libertà”. Ha avvertito che non si può semplicemente “imporre innovazione o creatività, così come non si può forzare la gente a pensare, a sentire, a credere”. Ha poi espresso dubbi sul fatto che l’Europa abbia imparato queste lezioni della Guerra Fredda, affermando: “Temo che in Gran Bretagna e in tutta Europa la libertà di parola sia in ritirata”.
L’offerta della nuova amministrazione Trump
Il discorso di Vance non è stato solo una critica, ma anche un’apertura al dialogo. Ha affermato che con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ci sarà “un nuovo sceriffo in città” e che l’ex presidente è un fermo sostenitore della libertà di espressione.
“Proprio come l’amministrazione Biden sembrava disperata nel voler mettere a tacere le persone che esprimevano le proprie opinioni, così l’amministrazione Trump farà esattamente l’opposto e spero che possiamo lavorare insieme su questo”, ha dichiarato, ricevendo solo scarsi applausi da una manciata di persone in una sala quasi silenziosa.
Il discorso ha fatto pochi riferimenti alla guerra in Ucraina, un tema di grande rilievo per i leader europei presenti all’evento. Tuttavia, secondo Vance, la priorità della Casa Bianca è chiara: salvare l’Europa da se stessa.