
CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA COMUNICATO STAMPA 12 FEBBRAIO 2025 LEGNO E ARREDO – Per le imprese sarde quasi mezzo miliardo di giro d’affari ma difficoltà per export e figure professionali adatte. Meloni e Serra (Confartigianato Sardegna): “La flessione non deve scoraggiare: qualità e competenza degli artigiani per continuare a distinguersi e rispondere alle esigenze dei clienti”. Ammonta a poco meno di mezzo miliardo di euro il giro d’affari della filiera del legno e dell’arredamento per la casa e l’ufficio in Sardegna,cifra che incide per l’1,3% sul PIL regionale. Sul settore però grava sia frenata dell’export,che nel 2024 ha toccato un pesante -9.6% rispetto al 2023,sia la mancanza di manodopera qualificata,con una percentuale di difficoltà che arriva al 37%. L’analisi sul settore “Imprese del legno e arredo” è stata realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna,su fonte ISTAT. Un comparto che raggruppa produttori e riparatori di mobili e di complementi d’arredo ma anche tappezzieri,falegnami,realizzatori di oggetti e materiali in legno e sughero,compresi i commercianti,che nei loro laboratori creano e offrono prodotti e servizi per la casa,la pubblica amministrazione e le comunità. Dal report emerge,oltre ai 419milioni di euro di giro d’affari,anche come nell’Isola siano 856 le imprese del comparto “legno e arredo”,di cui 720 artigiane (l’83,9%),che danno lavoro e opportunità a 2.156 addetti,di cui 1.563 artigiani (61,3%). 748 realtà appartengono al settore Legno (624 artigiane) mentre 108 sono relative all’Arredo (96 artigiane). A livello provinciale,il maggior numero delle imprese si trovano nella Sardegna del Nord (Sassari-Gallura): ben 355 attività (di cui 180 artigiane) che danno lavoro a 996 addetti. Seguono il Sud Sardegna con 151 imprese (1331 artigiane) e 383 addetti,l’area di Cagliari con 134 attività,di cui 102 realtà artigiane,per una occupazione di 380 addetti,Nuoro con 124 realtà (16 artigiane) e Oristano con 92 aziende (89 artigiane). Per ciò che riguarda l’export,la Francia è il primo mercato estero; seguono gli USA,la Germani e il Regno Unito. Sugli investimenti,il 67,3% delle imprese ha puntato sul digitale mentre il 34,3% ha adottato piani integrati di investimenti digitali quindi puntando sulla trasformazione digitale dei prodotti. Nel green,il 41,3% delle attività ha investito in prodotti e tecnologie a maggior risparmio e a minor impatto ambientale. Per ciò che riguarda le competenze green nel settore,il 78,1% degli imprenditori ritiene necessarie tali preparazioni per i propri addetti. “Anche nell’Isola il settore legno-arredo sta affrontando una fisiologica flessione degli ordini – commenta Giacomo Meloni,Presidente di Confartigianato Sardegna – tuttavia,il momento può e deve essere letto anche come un’opportunità per guardare avanti e sfruttare le risorse ancora a disposizione”. Le incertezze legate al contesto economico internazionale continuano a pesare sul comparto,che a livello locale coinvolge numerose imprese artigiane sarde specializzate nella produzione di mobili,serramenti e arredi su misura.