
Non è la fattucchiera personale del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “MAGA” significa Make America Great Again: lo slogan che lo ha portato a vincere le Elezioni Presidenziali del 2025. Dietro questo messaggio, si cela un’ideologia precisa e una serie di concetti che Trump ha trasformato in punti cardine della sua politica. Ecco i principali.
- L’Europa sotto scacco commerciale: Trump accusa l’Europa di acquistare poco dai produttori americani e minaccia dazi se la situazione non cambierà.
- Addio agli accordi sul clima: Gli Stati Uniti escono dagli impegni presi in precedenza per non ostacolare l’industria dei combustibili fossili, vantando un sottosuolo ricco di risorse.
- Stop ai sussidi per le auto elettriche: La maggior parte delle tecnologie utilizzate proviene dalla Cina. Via i finanziamenti federali per agevolare altre filiere produttive.
- Deficit e squilibri commerciali: Trump denuncia un deficit di 350 miliardi di dollari e accusa l’Europa di non comprare abbastanza auto e prodotti agricoli americani.
- Uscita dall’OMS: Criticata per essere “prona alla Cina”, l’Organizzazione Mondiale della Sanità perde i contributi statunitensi, pari a 1,3 miliardi di dollari ogni due anni.
- Sfida alla Cina sul Canale di Panama: Realizzato dagli Stati Uniti ma ormai dominato dai cinesi, il canale diventa simbolo della lotta per l’influenza globale.
- La battaglia per le terre rare in Groenlandia: Gli USA, che proteggono l’isola con una grande base militare, assistono impotenti all’espansione cinese, soprattutto per l’estrazione di materiali strategici usati nell’industria delle auto elettriche.
- Immigrazione senza freni: Canada e Messico vengono accusati di alimentare un’ondata migratoria incontrollata negli Stati Uniti.
- Fine della “X” nei documenti federali: Trump annuncia la fine del genere “neutrale”. Nei documenti ufficiali si dovrà scegliere tra “maschio” e “femmina”.
Questi sono i punti salienti della ricerca di identità americana che Trump ha tradotto in decine di decreti presidenziali, attirando l’attenzione del mondo.
In politica estera, Trump ha spostato l’attenzione verso aree economicamente più attraenti, lasciando l’Europa a interrogarsi sul proprio ruolo. Potrebbe presto arrivare un messaggio esplicito dagli Stati Uniti: “Arrangiatevi”.
Il Vecchio Continente, con le sue risorse, non è più una priorità. E Trump non ha fatto mistero di voler concentrare gli sforzi in regioni più strategiche.
Nonostante le critiche, il discorso del Presidente non può essere ignorato. Le sue parole colpiscono direttamente interessi globali e pongono interrogativi che l’Europa non può permettersi di eludere.
Non è un discorso “fuori dal mondo”. È una sfida. E Ursula von der Leyen lo sa bene.