
(AGENPARL) – lun 13 gennaio 2025 Nevicate: monitoraggio Cia-Agricoltori Potenza-Matera
Gli uffici zonali di Cia-Agricoltori Potenza-Matera stanno monitorando i
danni sinora provocati alle aziende agricole e colture pregiate dalle
nevicate che in aree più interne e montane sono particolarmente abbondanti.
A rischio produzioni pregiate, ortaggi, oliveti e vigneti, casolari e
stalle (per il peso della neve) con il gelo della notte che sta producendo
conseguenze pesanti sulle produzioni ortive. Negli allevamenti di bovini da
latte da tenere sotto osservazione il regolare ritiro del latte di giornata
che in alcune zone è compromesso dalla precaria transitabilità di strade
provinciali e interpoderali. La confederazione degli agricoltori sottolinea
che sono proprio i titolari di aziende a garantire i collegamenti tra aree
rurali, frazioni e centri urbani grazie all’attività per spalare la neve
con trattori e mezzi agricoli. Per Cia i cambiamenti climatici che in
Basilicata nel giro di pochi giorni segnano il passaggio veloce dalla
siccità alle nevicate sono il “nemico principale” degli agricoltori. Il
2024 ha fatto registrare il record di eventi estremi, e per il terzo anno
consecutivo, sono stati oltre 300 gli eventi meteo estremi che hanno
colpito la Penisola, arrivando quest’anno a quota 351. Un numero in
costante crescita negli ultimi dieci anni: il 2024 – secondo dati
dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente – ha visto un aumento degli
eventi meteo estremi di quasi 6 volte, +485% rispetto al 2015 (quando ne
furono registrati 60). A pesare in questo 2024 l’aumento dei danni da
siccità prolungata (+54,5% rispetto al 2023), da esondazioni fluviali (+
24%) e da allagamenti dovuti alle piogge intense (+12%), con un’Italia
divisa in due tra poca e troppa acqua.
Il 2024 è stato segnato, nel dettaglio, da 134 casi di allagamenti da
piogge intense, 62 casi di danni da vento, 46 esondazioni fluviali che
hanno causato danni, 34 eventi con danni da siccità prolungata, 30 danni da
grandinate, 19 casi di frane causate da piogge intense, 9 danni alle
infrastrutture, 8 da mareggiate, 2 al patrimonio storico e 1 caso di
temperature record. Il Nord Italia risulta il più colpito con 198 eventi
meteo estremi, seguito dal Sud, 92, e dal Centro, 61. Sono almeno cinque,
secondo Cia, le azioni da adottare con urgenza: dare priorità negli
interventi di messa in sicurezza alle zone a più alto rischio naturale,
definire e avviare subito un nuovo Piano nazionale per la crescita dei
grandi invasi, accelerare sul riutilizzo delle acque reflue, approvare una
legge contro il consumo di suolo agricolo ed incentivare le funzioni di
custodia e manutenzione del territorio svolte dagli agricoltori attraverso
un quadro normativo chiaro e definito.