(AGENPARL) - Roma, 28 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – sab 28 dicembre 2024 **Accorpamenti scolastici, la Giunta li sospende e ricorre contro il
Governo**
/Scritto da Redazione, sabato 28 dicembre 2024/
La Giunta toscana ha approvato nell’ultima seduta del 23 dicembre il piano
regionale del dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta
formativa per l’anno scolastico 2025/2026 ma ha sospeso i 14 accorpamenti
imposti dal Governo in attesa che vengano rivisti i numeri in quanto la
stima della popolazione scolastica toscana utilizzata come parametro per la
determinazione, nel decreto interministeriale n. 127 del 30 giugno 2023,
del contingente organico di dirigenti scolastici e diretrrici/direttori dei
servizi generali e amministrativi risulta inferiore rispetto al dato
effettivo comunicato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana
riferito a novembre 2024 pertanto gli accorpamenti previsti in tale decreto
risultano basati su conteggi errati.
Come spiegano il presidente Eugenio Giani e l’assessora Alessandra Nardini
“Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha proceduto
all’aggiornamento annuale, mantenendo validi i contingenti di organico di
dirigenti scolastici e direttrici/direttori dei servizi generali e
amministrativi di tutte le Regioni fissato con il decreto interministeriale
n. 127 del 30 giugno 2023. Nonostante abbiamo contestato questi numeri,
nulla è cambiato e per questo abbiamo deciso di ricorrere al TAR per
difendere la scuola pubblica toscana dai tagli del Ministro Valditara e del
Governo Meloni. I dati definitivi di novembre 2024 hanno, a nostro avviso,
confermato definitivamente che stabilire un numero di accorpamenti pari a
14 avrebbe determinato una ingiustificata riduzione del personale dirigente
e non dirigente, una riduzione inoltre non conforme alla popolazione
scolastica effettiva toscana, con i conseguenti disagi per il personale, le
famiglie e più in generale per le studentesse e gli studenti” e
aggiungono: “come noto abbiamo contrastato fin da subito questa politica
dei tagli alla scuola messa in atto Governo che ha ricadute negative sia
didattiche che occupazionali. Abbiamo espresso la nostra convinta
contrarietà in tutti passaggi in Conferenza delle Regioni, e lo abbiamo
fatto anche presentando subito ricorso alla Corte Costituzionale e al TAR,
senza però l’esito sperato. Sulla scuola si dovrebbe investire, non certo
tagliare.”
Adesso Giani e Nardini confidano “che almeno questa volta il Tar
riconosca l’illegittimità del comportamento del Ministero e la necessità
di rivedere tutta questa riforma sulla organizzazione della rete
scolastica, a cui vogliamo ribadire la nostra contrarietà sia nel merito
che nel metodo, specialmente per una Regione come la nostra che negli anni
si è impegnata a dimensionare correttamente, anche mediante la
comprensivizzazione degli istituti del primo ciclo che sta garantendo la
continuità verticale dal punto di vista pedagogico e organizzativo.”
La Giunta Regionale pertanto, da un lato ha provveduto ad approvare i 14
accorpamenti previsti dal decreto interministeriale n. 127, dall’altro
sussistendo gravi motivi ha stabilito di sospenderne in via cautelativa
l’esecuzione per un termine massimo di 12 mesi, mantenendo invariato per
l’anno scolastico 2025/2026 il numero di 466 istituzioni scolastiche
autonome attualmente presenti in Toscana. Tale sospensione sarà applicata
fino al corretto aggiornamento annuale del contingente organico di
dirigenti scolastici e direttrici/direttori dei servizi generali e
amministrativi ovvero fino alla risoluzione del contenzioso avviato dalla
Regione nei confronti della nota del Ministero dell’Istruzione e del
Merito.
Al centro della contesa la riorganizzazione del sistema scolastico secondo
un percorso di riduzione delle istituzioni scolastiche autonome, come
previsto dalla legge nazionale del 2022 (l.n.197/2022). Secondo quanto
disposto in sede centrale (decreto interministeriale 127 del 2023), alla
Toscana è stato assegnato un contingente organico di dirigenti e
direttrici/direttori di 455 unità (anno 24/25), 452 (anno 25/26) e 446
unità (anno scolastico 26/27). Pur non condividendo questa riforma, in
attuazione del decreto interministeriale 127 del 2023, la Giunta
nell’ottobre 2024 aveva previsto la necessità di ridurre 14 istituzioni
scolastiche autonome, indicando le regole entro cui Province e Città
Metropolitana dovevano muoversi e il loro contributo in termini di
accorpamenti nei rispettivi piani, scegliendo di tutelare gli istituti
scolastici con sede in un Comune classificato come aree interna periferica
o ultraperiferica.
Nel frattempo sono pervenuti da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale
della Toscana i dati effettivi e definitivi della popolazione scolastica
toscana a novembre 2024 (440.081); tale valore, confermandosi il trend già
accertato in sede di organico di diritto ad aprile 2024 (444.756), risulta
definitivamente inferiore alla stima della popolazione scolastica
utilizzata come parametro per la determinazione, nel decreto
interministeriale n. 127 del 30/06/2023, del contingente organico di
dirigenti scolastici e di direttrici/direttori servizi generali e
amministrativi (436.258).
Per tali motivazioni, il settore regionale competente ha richiesto con
propria nota di rivedere al ribasso, per Regione Toscana, il numero di
accorpamenti da effettuare sulla base di tali dati effettivi, ricevendo
risposta negativa da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nei
confronti della quale l’Amministrazione regionale ha avviato le procedure
per l’attivazione del contenzioso in sede amministrativa al TAR e ha
dunque, nel frattempo, sospeso gli accorpamenti.
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