(AGENPARL) - Roma, 16 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – lun 16 dicembre 2024 **Avviata la sperimentazione dei punti sanitari di intervento rapido**
Attivate sei strutture con tre modelli diversi da valutare. Tra sei mesi il
bilancio, per poi estendere il servizio nel resto della Toscana
/Scritto da Walter Fortini, lunedì 16 dicembre 2024 alle 16:16/
La sperimentazione è stata avviata da un paio di settimane – sei strutture
con modalità di accesso diverse in cinque città dell’Asl Toscana Centro –
e tra sei mesi saranno tirate le somme, con l’obiettivo di estendere il
servizio ad altre realtà della Toscana. Duecento persone assistite fino ad
oggi, cinquantaquattro medici di continuità assistenziale coinvolti e
ventuno infermieri assunti specificatamente per il nuovo progetto.
In Toscana sono entrati in funzione i Pir, i punti di intervento rapido,
pensati per offrire una risposta ai bisogni sanitari non di emergenza dei
cittadini e provare anche a decongestionare gli afflussi impropri ai pronto
soccorso. Tre modelli da testare, che sono poi quelli più diffusi e di cui
si discute ad oggi in Italia, dove opereranno medici della continuità
assistenziale e infermieri in rete con il personale del dipartimento
emergenza urgenza del presidio ospedaliero, con i medici del dipartimento
cure primarie e le centrali operative territoriali e i medici di medicina
generale. A disposizione avranno apparecchi per la misurazione dei valori
di emoglobina, glicemia, elettroliti ed altri valori del sangue, strumenti
per test rapidi, farmaci, un elettrocardiografo connesso in rete e un
ecografo.
Lo scorso maggio l’Asl Toscana Centro era stata incaricata di progettare
l’architettura del nuovo servizio ed ora la sperimentazione è partita.
Tre modelli diversi
La prima tipologia di Pir tenuti a battesimo sono gli ambulatori ‘da
città’, aperti per dodici ore al giorno e per il momento solo cinque
giorni a settimana: da lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Saranno attivi
presso le Case di comunità dei centri più popolati. Saranno sperimentati
alle Piagge a Firenze, nell’Empolese presso la casa di comunità di
Sovigliana a Vinci, a Pistoia alla casa di comunità Il Ceppo e a Prato
nella casa di comunità Centro Est. Non ci si potrà presentare
direttamente ma si accederà su indicazione del medico di famiglia o
dell’116117, che potrà essere chiamato anche nelle ore diurne. E’
consigliato in ogni caso passare dal medico di famiglia, che ben conosce la
storia del paziente.
Il secondo modello di punto di intervento rapido testato, aperto sempre
dalle 8 alle 20 ma per sette giorni la settimana, è quello collocato in
prossimità del pronto soccorso dell’ospedale di Torregalli “San Giovanni
di Dio” tra Firenze e Scandicci, a cui l’infermiere del triage
indirizzerà le persone che presentano codici minori e situazioni di lieve
entità. Si passa dunque dal pronto soccorso oppure su indicazione del
medico di famiglia o dell’116117.
Il terzo tipo di Pir da sperimentare è quello già attivo presso
l’ospedale Serristori di Figline Valdarno: di fatto si tratta di
un’implementazione del centro medico avanzato già operativo con buoni
risultati da diversi mesi e vi si potrà accedere anche direttamente, sette
giorni su sette dalle 8 alle 20.
“L’idea della sperimentazione è venuta proprio dall’esperienza maturata
nel centro medico avanzato di Figline – spiega il presidente della Toscana,
Eugenio Giani -. Partiamo con sei strutture, ma chiaramente l’obiettivo è
di estendere il servizio a tutta la Toscana”. “I Pir – prosegue – sono
destinati a rivoluzionare l’accesso al sistema sanitario per i bisogni
urgenti non di emergenza, in modo complementare ai pronto soccorso. Abbiamo
differenziato le corsie di ingresso, creando luoghi separati per la
gestione dei codici minori. Una rivoluzione che ci attendiamo possa
contenere le pressioni sui pronto soccorso”.
Gli obiettivi
I Pir territoriali avranno la funzione di garantire l’accessibilità e la
tempestività delle cure e la continuità dei percorsi assistenziali.
Aiuteranno la presa in carico, con un effetto a cascata atteso, non
marginale, sui pronto soccorso visto che il 40-42 per cento degli accessi
è costituito proprio dai codici minori, di cui metà da persone che si
autopresentano: cittadini, spiega il direttore della sanità toscana
Federico Gelli, che vanno a volte al pronto soccorso per un’errata
percezione della propria situazione, per comodità di accesso e magari
anche per superare le liste di attesa di talune prestazioni.
“Dopo una prima fase di rodaggio che si è consumata nei primi giorni di
dicembre, la sperimentazione sta marciando a regime – spiega l’assessore al
diritto alla salute, Simone Bezzini -. Il nostro obiettivo è evitare
accessi impropri e sovraccarichi di pressione nei pronto soccorso, ma anche
offrire una risposta in tempi brevi ai cittadini per piccole situazioni di
sofferenza sanitaria”.
“Moltiplicando i punti di accesso a volte si moltiplica anche la domanda
– riflette l’assessore, sollecitato da alcune domande dei giornalisti – Non
a caso sperimentiamo tre modelli diversi di Pir. Vogliamo capire con la
sperimentazione quali e in quali casi siano da preferire, per poi replicare
il servizio in maniera più capillare nel resto della regione”.
Nei punti di accesso rapido saranno prese in carico persone che presentano
situazioni non gravi, ad esempio otiti, sinusite, stipsi e diarrea, ma
anche ferite superficiali non da suturare, rimozione di punti di un
precedente intervento o distorsioni muscolari e punture di insetti (clicca
qui per l’elenco completo
delle problematiche per cui ci si potrà rivolgere ai punto di intervento
rapido).
“I Pir – si sofferma Niccolò Biancalani, segretario regionale della
Fimmg, sindacato dei medici di medicina generale – costituiscono un braccio
di una riforma sanitaria notevolmente più ampia che, come medicina
generale, stiamo trattando insieme alla Regione. Aiuteranno a
decongestionare i pronto soccorso ma aiuteranno anche i medici di famiglia