
(AGENPARL) – ven 13 dicembre 2024 ANTARTIDE | Svelati i segreti del misterioso Lago Enigma
Un team di ricercatori dell’*Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(INGV)*, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Polari del CNR
(CNR-ISP), l’Istituto di ricerca sulle acque del CNR (CNR-IRSA), l’Istituto
di Geoscienze e delle Georisorse del CNR, l’Istituto per le Applicazioni
del Calcolo “Mauro Picone del CNR (IAC-CNR), il Dipartimento di Scienze
della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma, l’Università di Firenze,
la Southern Illinois University (USA), la Queen’s University di Belfast
(Ireland) ha fatto una rilevante scoperta che riguarda il Lago Enigma
(Antartide).
Lo studio, pubblicato recentemente sulla rivista Communications Earth &
Environment, evidenzia come i ricercatori abbiano localizzato,
contrariamente a quanto supposto fino ad oggi, uno strato di acqua dolce
perennemente coperta da una spessa coltre di ghiaccio. Questo
particolarissimo habitat è risultato da un ecosistema di microrganismi unico
e insolitamente diversificato. Questa tipologia di laghi possono
ospitare un’ampia
varietà di vita microbica, che rappresenta la forma di vita dominante
presente nei laghi Antartici. Il progetto ENIGMA, progetto di ricerca
finanziato dal Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) e
coordinato da Stefano Urbini dell’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV), prende infatti il nome dall’omonimo lago presente a
circa 5 km dalla base italiana Mario Zucchelli. Il lago ENIGMA è così
denominato a causa dell’enigmatica presenza di un cono detritico
sopraelevato nel suo centro e ritenuto dal 1989 ad oggi come completamente
ghiacciato.
I rilievi radar condotti dai ricercatori dell’INGV, nel periodo compreso
tra Novembre 2019 e Gennaio 2020, hanno invece rilevato la presenza di
acqua allo stato liquido sotto una coltre di ghiaccio che può superare i 14
metri di spessore. Il lago è stato quindi perforato ed esplorato in prima
istanza con una telecamera subacquea che ha fornito immagini inedite ai
ricercatori. I microbiologi del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(Istituto di Scienze Polari) che afferivano al progetto, hanno identificato
diversi tipi di tappeti microbici (ovvero pellicole composte da colonie
microbiche), alcuni alti fino a 40 centimetri e con un diametro di 60
centimetri. Analisi sul DNA effettuati nei campioni di acqua hanno permesso
di identificare la composizione dell’ecosistema microbico rivelando un’elevata
quantità di batteri Patescibacteria, che hanno un diametro medio di 200-350
milionesimi di millimetro. Fino ad oggi questo tipo di batteri non erano
mai stati trovati in simili laghi antartici e anche il loro ruolo
(simbiotico o predatorio) è ancora del tutto da chiarire.
Questo tipo di studio e scoperta offre nuovi spunti di conoscenza sia dal
punto di vista “terrestre” che “extra-terrestre”. Questa tipologia di
habitat dove organismi “estremofili” possono sopravvivere o proliferare è
infatti possibile anche in altri ambienti simili.
Si pensi infatti ad Europa, uno dei satelliti naturali di Giove
, oppure a
Enceladus (una luna di Saturno) dove, al di sotto delle loro calotta di
ghiaccio è ritenuta altamente probabile la presenza di habitat simili a
quelli del lago Enigma e che potrebbero contenere quindi forme di vita
(microbica) extraterrestri.
Maggiori approfondimenti nell’articolo pubblicato sul Blog INGVambiente
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