
Il TAR Lazio sospende il contributo ENPAM per gli specialisti esterni.
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha recentemente emesso un’ordinanza rilevante in merito alla controversia tra l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed SpA e l’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri). La causa riguarda un contributo del 4% imposta agli specialisti esterni accreditati, stabilito dalla delibera del Consiglio di Amministrazione ENPAM n. 64 del 7 luglio 2022.
Il provvedimento contestato
La delibera ENPAM imponeva che il contributo fosse trattato direttamente dalle strutture accreditate, come il Neuromed, che dovevano poi versarlo all’ente previdenziale. In questo modo, le società professionali erano obbligate a trattenere il 4% dai compensi spettanti agli specialisti esterni, agendo da “raccoglitori” del contributo.
Neuromed ha contestato il provvedimento, ritenendo che l’imposizione di un tale obbligo tramite una fonte regolamentare (e non una legge) fosse illegittima. L’Istituto ha sostenuto che non esisteva una norma di legge che giustificasse la ritenuta alla fonte di questo contributo.
La decisione del TAR
In una camera di consiglio tenutasi il 10 gennaio 2024, il TAR ha accolto l’istanza cautelare presentata da Neuromed, sospendendo l’efficacia del provvedimento impugnato. L’ordinanza pubblichiamo che:
Le modalità operative di riscossione del contributo siano sospese, ma senza pregiudicare l’obbligo di pagamento del contributo da parte degli specialisti esterni.
ENPAM può richiedere ai professionisti il pagamento diretto del contributo entro il 31 marzo 2024.
La trattazione nel merito del ricorso è fissata per il 20 marzo 2024.
Le motivazioni del TAR
Il TAR ha ritenuto che le questioni sollevate dal ricorrente meritassero un approfondimento, in particolare in relazione alla legittimità dell’imposizione del contributo tramite una fonte regolamentare. Nel bilanciamento degli interessi, il tribunale ha deciso di sospendere le modalità operative di riscossione del contributo, al fine di evitare danni significativi alle strutture accreditate. Tuttavia, il tribunale ha deciso di mantenere aperta la discussione sulla legittimità stessa del contributo.
Nel corso dell’udienza prevista per il 24 marzo 2024, il TAR ha deciso di rinviare la questione alla Corte di Cassazione, affinché si pronunci sulla competenza del giudice amministrativo in merito alla causa. Contestualmente, è stata respinta la richiesta dell’ENPAM di revocare la sospensiva, che pertanto rimane in vigore fino alla pronuncia di merito.
Conclusioni
Questa ordinanza, insieme a quella del marzo 2024, segna un passo significativo nella definizione dei limiti normativi riguardanti l’imposizione di contributi previdenziali tramite fonti regolamentari. La decisione della Corte di Cassazione sarà determinante per chiarire la legittimità della misura e per stabilire le implicazioni che questa ha sui soggetti coinvolti. L’esito di questa causa, quindi, avrà un impatto significativo sul sistema dei contributi previdenziali per gli specialisti esterni e sulle modalità operative delle strutture accreditate.