(AGENPARL) - Roma, 2 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mer 02 ottobre 2024 **Incendi boschivi, il primo bilancio dell’anno è positivo: minori roghi e
meno estesi
Le province più colpite sono Siena e Grosseto. I mesi più intensi luglio
ed agosto.**
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 2 ottobre 2024 alle 13:43/
E’ piovuto più del solito quest’anno, a primavera e a giugno, e forse
anche per questo – ma anche per le forze e l’organizzazione messe in campo
e i non troppi eventi in contemporanera – ci sono stati meno incendi di
boschi o meno gravi.
“E’ stato un anno più fortunato, ma è un dato che non può farci stare
tranquilli – commenta la vice presidente ed assessore all’agricoltura della
Toscana, Stefania Saccardi – perché le stagioni con cui ci confrontiamo
sono sempre più siccitose e con temperature altissime, che non sono
mancate neppure stavolta. Per cui il rischio incendi è sempre molto
alto”.
Settembre si chiude in ogni caso con un bilancio decisamente positivo per
la Toscana. Al Centro regionale antincendi boschivi della Pineta a
Monticiano nel senese – eccellenza di formazione dove si addestrano non
solo forestali e volontari toscani ma di tutto il Paese e dove oggi sono
intervenuti la comandante regionale dei carabinieri forestali Cinzia
Gagliardi, Luca Torrini per i vigili del fuoco, rappresentanti del
coordinamento del volontario e delle associazioni – si tirano le somme e
nei primi nove mesi dell’anno si contano in tutta la regione 210 incendi
boschivi: quasi la metà (ridotti del 44 per cento) rispetto alla media
degli ultimi dieci anni. Un successo. Meno incendi rispetto al 2023 (quando
se ne registrarono 242), meno incendi rispetto al 2022 (571) e al 2021
(405).
Inoltre si è ridotta (ad un terzo) anche la superficie boscata percorsa
dalle fiamme: fino al 30 settembre, un dato per ora stimato in attesa dei
rilievi ufficiali, risulta di 283 ettari rispetto agli 855 della media
decennale, dove 145 ettari di quest’anno sono l’esito di soli quattro
incendi (a gennaio a Roccalbegna in provincia di Grosseto, il 27 luglio e
25 agosto nel senese a San Casciano dei Bagni e a Abbadia San Salvatore, il
13 agosto a Massa). Un abisso rispetto ai 2.065 ettari di bosco bruciati
nel 2022, i 1.567 del 2019, i 1.277 del 2018 (l’anno dell’incendio a Calci
sui Monte Pisani) e i 2.079 del 2017.
“Per questo – annota Saccardi – è importanto che la macchina continui a
lavorare e lavori bene: in collaborazione con i quattromila volontari che
sono sicuramente un valore aggiunto e che ringrazio, in collaborazione con
vigili del fuoco e carabinieri forestali ed utilizzando a Monticiano il
centro di addestramento e formazione di altissimo livello della Pineta”.
Luglio ed agosto, come spesso accade, sono stati anche quest’anno i mesi
più impegnati per l’Organizzazione antincendi boschivi toscana: 74 incendi
nel primo mese e 85 nel secondo.
“A parità comunque di numeri in questa regione le conseguenze sono
sempre minori rispetto ad altre: merito della macchina dell’antincendio
boschivo ben organizzata ed addestrata” sottolinea la vice presidente. E
questo fa bene all’ambiente ma anche ai bilanci pubblici.
Quando brucia un bosco si crea infatti una ferita nell’ecosistema ma c’è
anche un costo vivo proporzionato alle forze di ‘lotta attiva’
dispiegate. L’incendio dello scorso luglio a Galceti di Prato, che ha
bruciato otto ettari e mezzo, è costato ad esempio 86 mila euro: 82 mila
il rogo del 25 agosto scorso ad Abbadia San Salvatore in provincia di
Grosseto che ha mandato in fumo 32 ettari di bosco.
Per questo è importante investire sulla prevenzione. “Gestendo bene i
boschi per evitare gli incendi – riassume Saccardi – ma anche coinvolgendo
la popolazione per scongiurare comportamenti a rischio ed istruendo i
cittadini su cosa fare durante un incendio, per ridurre i pericoli per loro
e i soccorritori”. Un aspetto di educazione e mobilitazione attiva su cui
l’assessore si è soffermata a lungo durante l’intervento.
Tornando ai numeri, la provincia toscana con più incendi boschivi è
Grosseto (51): seguono Firenze (33) e Siena (32). Ma se si guarda la
superficie percorsa dalle fiamme è invece Siena la più colpita: 93 ettari
di superficie boscata, prima anche per la superficie non boscata attaccata
dal fuoco (185 ettari contro i 150 di Massa Carrara e i 140 di Grosseto).
Quanto ai cosiddetti ‘incendi di vegetazione’, dove l’antincendio
regionale interviene a supporto dei vigili del fuoco che ne ha competenza,
si contano 299 interventi in tutto l’anno (82 nel fiorentino, 36 nel
grossetano e 38 nel senese).
Investiti 16 milioni di euro
Per mantenere ed aggiornare la complessa macchina organizzativa che opera
nella previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi la
Toscana investe circa 16 milioni l’anno, compreso il contratto per gli
elicotteri. Il 40 per cento è destinato alla prevenzione.
Tutti i cittadini sono invitati a segnalare i principi di incendio al
numero unico di emergenza 112. Devono, inoltre, conoscere e rispettare
scrupolosamente il divieto di abbruciamento di residui vegetali che
interessa tutto il territorio regionale nei mesi di luglio e agosto,
nonché le norme che regolano un corretto abbruciamento nei restanti
periodi dell’anno, a cominciare dal divieto di accensione in presenza di
vento.
Anche mantenendo puliti gli spazi verdi intorno alle proprie abitazioni e
strutture ricettive si può contribuire alla difesa del patrimonio
boschivo: particolare attenzione è necessaria per i terreni incolti, da
dove negli ultimi mesi sono partiti numerosi principi di incendio che hanno
finito per allargarsi alla vegetazione vicina, fino ad arrivare a
interessare il bosco. Non meno importanti sono le azioni di prevenzione che
devono portare avanti i gestori di reti infrastrutturali del Paese come
Terna, Ferrovie o Snam.
Cittadini attivi e forze in campo
La Regione, insieme ad Anci (l’associazione dei Comuni), sta promuovendo
pure la costituzione di comunità antincendi boschivi, dove le persone
diventano parte attiva, nell’azione di contrasto agli incendi boschivi,
creando e mantenendo intorno alle proprie strutture e fabbricati fasce dove
la vegetazione è meno densa e quindi meno pericolosa nel caso di passaggio
del fuoco. Sono quattro le comunità inaugurate fino ad oggi: a Calci, a
Vicopisano, a Portiglioni nel comune di Scarlino, a Castiglione delle
Pescaia.
Nei mesi di maggiore attività operano nell’organizzazione antincendi
boschivi toscana una sala operativa regionale (Soup), sette sali
provinciali (Cop Aib), 170 direttori delle operazioni di spegnimento, 400
operai forestali di Comuni e Unioni di Comuni, 4.000 volontari addestrati,
38 unità specializzate Gauf (gruppo addetti all’uso del fuoco, 65 logisti,
dodici direttori delle operazioni di spegnimento per gli incendi più
complessi, otto analisti di campo, sei analisti di sala, seicento mezzi
allestiti e un flotta regionale di dieci elicotteri.
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