(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mar 01 ottobre 2024 **Codice rosa, una rete che nel 2023 ha accolto 1902 adulti e quattrocento
minori **
Nella convention regionale si fa il punto sull’esperienza avviata nel 2010
con il presidente Giani e l’assessore Bezzini
/Scritto da Walter Fortini, martedì 1 ottobre 2024 alle 16:41/
Sono 2302 le persone prese in carico nel 2023 grazie al Codice rosa,
un’esperienza pilota tenuta a battesimo in Toscana nel 2009 a Grosseto, poi
successivamente estesa a tutta la regione e che dal 2012 ha offerto
protezione a 30.119 persone, tra adulti e minori. I dati sono stati
presentati a Sant’Apollonia a Firenze in occasione della consueta
convention regionale, la quinta, che chiama a confronto sul tema
professioniste e professionisti delle aziende sanitarie ed ospedaliere
della Toscana, permettendo lo scambio anche di buone pratiche. L’obiettivo
dell’attività degli ultimi anni è stato quello di uniformare e
condividere le procedure e promuovere e far conoscere il servizio.
Importante è stata la formazione del personale, ma anche la collaborazione
tra istituzioni diverse, a partire dal tavolo permanente con la Procura
generale per le linee guida giuridiche e forensi.
“Questa rete costituisce un’assoluta eccellenza riconosciuta come modello
a livello nazionale” sottolinea il presidente della Toscana Eugenio Giani
intervenuto all’evento e che poi ha ringraziato Vittoria Doretti,
responsabile del programma, “per l’impegno profuso in tutti questi anni
nel far crescere l’esperienza e formare, attivare e sensibilizzare i
professionisti del sistema sanitario regionale”. Del Codice rosa toscano
si è interessato del.resto anche il Parlamento italiano e l’obiettivo per
i prossimi anni sarà quello di migliorare ulteriormente la presa in carico
delle vittime nelle settantadue ore immediatamente successive agli episodi
di violenza: i primi giorni sono infatti i più delicati.
Sin dall’inizio il Codice Rosa ha definito l’accesso al pronto soccorso e
in ospedale, le attenzioni da avere nella conservazione delle prove ma
anche le cautele e il giusto approccio per allievare le sofferenze,
psicologiche, alle persone vittime di violenza e crimini d’odio. Temi che
sono stati al centro dei percorsi di formazione rivolti al personale
sanitario e sociosanitario.
Di alleanza tra donne e dell’importanza di costruire una cultura del
rispetto per contrastare la violenza parla la capo di gabinetto del
presidente Giani Cristina Manetti, ideatrice della Toscana delle donne,
evento giunto quest’anno alla terza edizione.
Negli ultimi anni la rete del Codice rosa ha dedicato una specifica
attenzione a chi è stato oggetto di un crimine d’odio: per il colore
magari della pelle, il credo religioso o qualsiasi altro stereotipo o
pregiudizio. L’obiettivo è una presa in carico totale, prima e dopo
l’ospedale.
“Si tratta di un progetto concreto, ancorato ai valori della nostra
Costituzione” interviene l’assessore al diritto alla salute della
Toscana, Simone Bezzini all’apertura della mattinata. “La rete regionale
Codice Rosa tiene insieme l’assistenza sanitaria pubblica con i diritti –
spiega – . Non è un semplice percorso nei pronto soccorso, ma un vero e
proprio processo culturale che parte dal sistema sanitario e che ha
contribuito a far emergere fenomeni che spesso rimangono sommersi, offrendo
cura e protezione a chi ne è vittima”. “Un’esperienza che nei prossimi
mesi si arricchirà con servizi specifici per i crimini d’odio – conclude –
affinché il sistema sanitario toscano sia sempre più uno spazio sicuro,
dove le vittime possano trovare risposte sempre più sensibili e attente”
Delle 2302 persone accolte nel 2023 dalla rete del Codice rosa, 1902 sono
adulti e tra questi l’81,5 per cento donne (1551). Per tre quarti hanno tra
18 e 49 anni e non c’è una classe di etàche predomina. I minori presi in
carico sono quattrocento: più della metà (il 58,8 per cento) hanno tra
dodici e diciassette anni e i più numerosi (32,3 per cento) sono quelli
tra quindici e diciassette.
Nel 2022 erano stati 2138 gli accessi, di cui 358 i minori, e 1918 (con 272
minori) nel 2021. Il picco maggiore si è toccato nel 2016 con 3426 casi:
3268 nel 2014, 3142 nel 2017, 2998 nel 2013, 2799 nel 2018.
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